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A colloquio con Walter Meazza, presidente nazionale di Adiconsum

Frutta, verdura e trasformati: i consumatori esigono informazioni nutrizionali

Continuiamo il nostro dialogo con il mondo dei consumatori. Dopo aver intervistato Rosario Trefiletti (cfr. FreshPlaza del 29/08/2016), è la volta di Walter Meazza, presidente nazionale Adiconsum.

FreshPlaza (FP) - Presidente, i consumatori che lei rappresenta come si pongono di fronte all'alimentazione?
Walter Meazza (WM) - Il consumatore oggi è consapevole, sa che una sana alimentazione è fondamentale per vivere bene e in salute, sa che deve alimentarsi rispettando gli altri esseri viventi e l'ambiente. Lo dimostrano i dati: viviamo un tempo di forte crisi economica in cui siamo costretti a ridurre i consumi, ma alcuni di quelli alimentari non scendono. Anzi, sembra un paradosso, ma crescono i consumi di alimenti di qualità, di alta gamma, biologici ed ecologici, nonostante i prezzi più alti. Ciò significa che siamo disposti a rinunciare a un abito in più, a una vacanza più lunga, ma non al buon cibo. In particolare, notiamo una ripresa nei consumi di frutta e verdura, che hanno mantenuto invariati i prezzi rispetto allo scorso anno; e aumentano, fino ad uscire dalla nicchia, i prodotti biologici.


Walter Meazza, presidente nazionale Adiconsum

FP - Pensa quindi che ci si possa ritenere soddisfatti?

WM - No, occorre fare meglio e di più, perché se alta è la domanda di qualità, altrettanto elevata deve essere la sicurezza, la qualità e la trasparenza dei prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati. Per questo Adiconsum insiste sull'opera di comunicazione che le aziende debbono fare riguardo alle caratteristiche nutrizionali dei prodotti, alla tracciabilità, alla biodiversità degli ambienti di coltivazione e, per i prodotti bio alla sicurezza della certificazione.

FP - Come si stanno orientando i consumatori nei confronti dei prodoti vegetali e verso i punti vendita?
WM - L'affermarsi di stili di vita salutistici spinge alla ricerca della naturalità, della freschezza delle proprietà nutrizionali anche attraverso la riscoperta dei frutti o verdure dimenticati del passato, che tornano a essere richiesti grazie alle proprietà antiossidanti, calmanti, antiinfiammatorie. In tutto ciò le forme di vendita diretta hanno un rilievo crescente, con un numero sempre maggiore di italiani che fanno acquisti nei mercati contadini o direttamente in azienda.



FP - Fino a qualche anno fa si pensava che i supermercati dovessero prevalere sulle altre forme di vendita.
WM - La grande distribuzione infatti genera paradossi. Basta fare un esempio: un chilo di limoni viene venduto tra gli 1,2 e 1,5 euro al commerciante (tutto dipende molto dalla qualità) che ha poi i suoi costi di pulizia, imballo e spedizione. Infine c'è il rincaro, canonico, della catena di vendita che acquistando pone sul mercato il prodotto finito vicino ai 3 euro. A molti agricoltori quindi, non conviene più coltivare i limoni, perché i costi per produrli sono arrivati a superare i ricavi della vendita: 7 centesimi per un chilo, contro i 13 che costa raccoglierli. E così migliaia di tonnellate di frutti rimangono a marcire sui rami. A schiacciare gli agricoltori c'è da un lato la concorrenza dei limoni stranieri, venduti a prezzi più bassi grazie a costi di produzione inferiori (4 euro per una giornata di lavoro in Turchia, contro i 70 della Sicilia), dall'altro il meccanismo della filiera, che penalizza i piccoli a vantaggio delle grandi industrie.



FP - Quale la risposta, dunque?
Riteniamo che una filiera corta che diminuisca i passaggi dal produttore al consumatore sia una garanzia, perché una filiera lunga che prevede molte intermediazioni comporta una moltiplicazione dei prezzi. Per filiera corta si intende un canale di distribuzione che prevede la presenza di un dettagliante (in quella lunga ci sono molteplici soggetti) come intermediario tra il produttore e il consumatore. I vantaggi per il consumatore sono sia economici che qualitativi. Riteniamo quindi che vada favorita, con apposita normativa, una filiera corta, senza troppi spazi che, tra l'altro, specie al sud, possono fornire occasioni per l'illegalità.

Adiconsum è un'associazione di consumatori costituita nel 1987 su iniziativa della CISL. E' presente su tutto il territorio nazionale, con circa 150 sedi locali, provinciali e regionali ove i propri operatori, e i propri dirigenti forniscono assistenza e tutela individuale e collettiva ai consumatori e alle famiglie.