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Di Rossella Gigli

I grandi retailer stanno diventando la frontiera piu' avanzata del commercio ortofrutticolo

Guardando a quanto accade in Gran Bretagna (ma non solo) emerge una tendenza degna di nota nel commercio ortofrutticolo: un ruolo sempre maggiore dei retailer nell'orientare le forniture di frutta e verdura, adeguandole alle nuove modalità di consumo e collocandosi così come "frontiera avanzata" del business rispetto alla produzione stessa.



La vendita al dettaglio sta organizzandosi in modo elastico ed efficiente per incontrare le nuove tendenze di consumo (specialità, sostenibilità, produzioni locali, biologico, fair trade, etc..); lo scenario che si profila indica chiaramente comeil mondo produttivo sarà sempre più dipendente dalla rete capillare dei retailer, ormai presenti con proprie piattaforme anche nell'e-commerce (leggi qui) e nelle modalità innovative di acquisto virtuale "a distanza" (come la spesa attraverso smartphone nella metropolitana, ad esempio).



I retailer più avanzati stanno inoltre risolvendo le problematiche derivanti dalle forniture elaborando loro stessi i propri programmi di coltivazione (leggi qui), con approvvigionamenti diretti (leggi qui) presso produttori che lavorano praticamente in esclusiva per una determinata insegna (leggi qui) e dietro sue precise indicazioni. Il passo verso la costituzione di fattorie di proprietà privata dei retailer (dopo il "boom" delle private label) appare davvero molto breve.



Indicativo è anche il ruolo attivo di alcune catene britanniche nella sperimentazione e introduzione commerciale di nuove cultivar (leggi qui) o di nuove modalità di imballaggio per i prodotti freschi (leggi qui) o di nuove linee di prodotti salutari (leggi qui), in grado di attrarre il consumatore e/o di fidelizzarlo. In tale tendenza gioca ovviamente un ruolo importante la vivace competizione esistente tra le diverse insegne: investire in ricerca e innovazione (anche nel food) diventa dunque un fattore determinante di successo.




In un mondo nel quale "il polso" del consumatore (locale, ma anche globale) è sempre più nelle mani della grande distribuzione, è facile intuire da che parte potranno arrivare le risposte più efficaci alle esigenze di un mercato che cambia e anche dove prenderanno forma le nuove domande. Una produzione ortofrutticola che si organizzi per interloquire adeguatamente con i retailer avrà dunque tutto da guadagnare.