Italia: proposto aumento al 20% di frutta nelle bibite, al posto della tassa
Il provvedimento - riferisce la Coldiretti - recita testualmente che "a decorrere dal 1° gennaio 2013 le bevande analcoliche di cui all’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1958, n.719, devono essere preparate con un contenuto di succo naturale non inferiore al 20 per cento". Una buona notizia - sottolinea Marini - per quasi 23 milioni di italiani che consumano bevande gassate che aiuta a migliorare il bilancio della sanità.
Consumare più frutta significa ridurre le malattie collegate direttamente all'obesità che sono responsabili - continua la Coldiretti, sulla base dei dati della Commissione europea - del 7 per cento dei costi sanitari dell'Unione europea, questo perché l'aumento di peso è un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l'ipertensione, l'infarto e certi tipi di cancro.
Il provvedimento accoglie finalmente le richieste della Coldiretti e delle Associazioni dei consumatori e manda in soffitta la legge nazionale ormai datata (Legge n. 286 del 1961) per la quale le bevande al gusto di agrumi possono essere colorate a condizione che esse - precisa la Coldiretti - contengano appena il 12 per cento di succo di agrumi, spesso all’insaputa dei consumatori.
L’aumento della percentuale del contenuto minimo di frutta al 20 per cento corrisponde - spiega la Coldiretti - all’utilizzo di 200 milioni di chili in più di arance all’anno. Gli acquisti di frutta e verdura delle famiglie italiane sono stati nell’ultimo anno pari a circa 347 chili, con un calo di oltre 100 chili (-22 per cento) rispetto a dieci anni fa. La riduzione nei consumi - conclude la Coldiretti - riguarda soprattutto le giovani generazioni con il 23 per cento dei genitori che - secondo i dati del progetto "Okkio alla salute" - dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura.