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Fonte: Google News
Ottima qualita' a costi decisamente inferiori
Ricerca: uva senza suolo e... senza problemi!
La tecnica della coltivazione senza suolo della vite ad uva da tavola e la qualità del prodotto ottenuto rappresentano la parte più rilevante di un recente articolo pubblicato sul Journal of Food, Agriculture & Environment (volume 10, 2012, pagine 641-645 - vedi qui).
Gli autori (Donato Buttaro, Francesco Serio e Pietro Santamaria) riportano i risultati di due prove sperimentali condotte in serra in provincia di Bari, in una zona tipica per la coltivazione dell’uva da tavola. Il primo esperimento riguarda il confronto tra due cultivar ("Cardinal" e "Victoria"), mentre il secondo riporta gli effetti di due cultivar ("Black Magic" e "Victoria") e quattro soluzioni nutritive (caratterizzate da diverse concentrazioni di macronutrienti) su consumo di acqua, produzione e qualità dei grappoli.

I risultati dimostrano che con la coltivazione senza suolo è possibile ottenere uva da tavola con caratteristiche di qualità del tutto adeguate agli standard internazionali, ed è possibile ridurre sia il consumo di acqua sia la concentrazione di nutrienti della soluzione nutritiva, senza effetti negativi sulla produzione e sulla qualità dell’uva.

Black Magic in vaso.
I vantaggi della coltivazione senza suolo della vite ad uva da tavola sono diversi: la produzione si ottiene già dal secondo anno di coltivazione; la serra è occupata per pochi mesi; è possibile cambiare varietà senza compromettere gli investimenti fatti; è possibile la coltivazione anche in areali che presentano problemi fitosanitari; le piante non vanno innestate; è possibile forzare la precocità della produzione oppure ottenere produzioni molto tardive.
Infine, come è stato dimostrato in un precedente lavoro (vedi articolo), l'uva ottenuta senza suolo ha più antiossidanti e si conserva meglio di quella allevata su terreno.
Le ricerche sull'argomento sono tutt'ora in corso presso l'azienda dell'imprenditore Giannangelo Boccuzzi (nell'ambito del progetto di ricerca e sperimentazione cofinanziato dal MIPAAF "Coltivazione idroponica dell’uva da tavola: potenzialità per il futuro della coltura"); nella seconda metà di giugno, sarà organizzata una giornata di studio ed una visita tecnica - di cui si darà adeguata informazione su questo sito - aperta ad agricoltori, ricercatori e tecnici, per illustrare i risultati dell’annata in corso.
Per maggiori informazioni:
Dr Donato Buttaro e Pietro Santamaria
Dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali
Università degli Studi di Bari
Via Amendola, 165/A
70126 Bari
Tel.: (+39) 080 5443098/4
Dr Francesco Serio
Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Via Amendola, 122/b
70126 Bari
Email: francesco.serio@ispa.cnr.it
Ricerca: uva senza suolo e... senza problemi!
La tecnica della coltivazione senza suolo della vite ad uva da tavola e la qualità del prodotto ottenuto rappresentano la parte più rilevante di un recente articolo pubblicato sul Journal of Food, Agriculture & Environment (volume 10, 2012, pagine 641-645 - vedi qui).
Gli autori (Donato Buttaro, Francesco Serio e Pietro Santamaria) riportano i risultati di due prove sperimentali condotte in serra in provincia di Bari, in una zona tipica per la coltivazione dell’uva da tavola. Il primo esperimento riguarda il confronto tra due cultivar ("Cardinal" e "Victoria"), mentre il secondo riporta gli effetti di due cultivar ("Black Magic" e "Victoria") e quattro soluzioni nutritive (caratterizzate da diverse concentrazioni di macronutrienti) su consumo di acqua, produzione e qualità dei grappoli.
I risultati dimostrano che con la coltivazione senza suolo è possibile ottenere uva da tavola con caratteristiche di qualità del tutto adeguate agli standard internazionali, ed è possibile ridurre sia il consumo di acqua sia la concentrazione di nutrienti della soluzione nutritiva, senza effetti negativi sulla produzione e sulla qualità dell’uva.
Black Magic in vaso.
I vantaggi della coltivazione senza suolo della vite ad uva da tavola sono diversi: la produzione si ottiene già dal secondo anno di coltivazione; la serra è occupata per pochi mesi; è possibile cambiare varietà senza compromettere gli investimenti fatti; è possibile la coltivazione anche in areali che presentano problemi fitosanitari; le piante non vanno innestate; è possibile forzare la precocità della produzione oppure ottenere produzioni molto tardive.
Infine, come è stato dimostrato in un precedente lavoro (vedi articolo), l'uva ottenuta senza suolo ha più antiossidanti e si conserva meglio di quella allevata su terreno.
Le ricerche sull'argomento sono tutt'ora in corso presso l'azienda dell'imprenditore Giannangelo Boccuzzi (nell'ambito del progetto di ricerca e sperimentazione cofinanziato dal MIPAAF "Coltivazione idroponica dell’uva da tavola: potenzialità per il futuro della coltura"); nella seconda metà di giugno, sarà organizzata una giornata di studio ed una visita tecnica - di cui si darà adeguata informazione su questo sito - aperta ad agricoltori, ricercatori e tecnici, per illustrare i risultati dell’annata in corso.
Per maggiori informazioni:
Dr Donato Buttaro e Pietro Santamaria
Dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali
Università degli Studi di Bari
Via Amendola, 165/A
70126 Bari
Tel.: (+39) 080 5443098/4
Dr Francesco Serio
Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Via Amendola, 122/b
70126 Bari
Email: francesco.serio@ispa.cnr.it
Data di pubblicazione: 28/05/2012
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