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Fonte: Google News
Di Giambattista Pepi
La Sicilia punta su mango e litchi come alternative colturali ad olivo ed agrumi
La fascia costiera tirrenica della Sicilia, che va da Campofelice di Roccella e Lascari (Palermo) fino a Milazzo (Messina), è caratterizzata dalla presenza di coltivazioni arboree di antica tradizione, quali l’olivo e gli agrumi (soprattutto il limone), oggi non più redditizie come un tempo.
I fruttiferi sub-tropicali ed in particolare il mango (Mangifera indica L.) e il litchi (Litchi chinensis Sonn.), potrebbero diventare valide alternative colturali, perché capaci di ambientarsi alle condizioni pedo-climatiche locali e di generare redditi più soddisfacenti per i produttori.

Filari di mango.
E' questa la conclusione del progetto "Innovazione nella filiera frutticola: le specie tropicali e subtropicali in Sicilia, innovazioni di prodotto e di tecniche colturali", realizzato dal Dipartimento agli Interventi infrastrutturali e dalla UOT n. 41 SOAT di Caronìa (Messina) dell’assessorato alle Risorse agricole ed alimentari della Regione Siciliana in collaborazione con il professore Francesco Calabrese del dipartimento SENFIMIZO dell’Università di Palermo.
"Lo studio ha individuato le zone di territorio della fascia costiera tirrenica come le più idonee per la coltivazione di mango e litchi", dice Claudio Monfalcone, dirigente responsabile dell’UOT n. 41 SOAT di Caronia. "In particolare lo studio dei valori storici (1971-2000) della temperatura e dell’umidità dell’aria e dell’intensità dei venti predominanti, sono stati posti a confronto con le esigenze fisiologiche di queste due specie sub-tropicali, soprattutto nelle fasi di fioritura, fecondazione e allegagione dei frutti".
I risultati ottenuti da campi di prova varietali di mango e litchi, hanno confermato che soltanto la porzione di territorio della fascia costiera tirrenica che dal mare si estende all’interno fino ad un’altitudine massima di 70-100 metri sul livello del mare, è ideale per l’acclimatazione di questi frutti tropicali.

Grappolo di litchi.
Queste specie, infatti, possono essere seriamente danneggiate dalla presenza perdurante (per oltre dodici ore) di temperature prossime allo zero, subire danni alle branche a causa di venti forti (soprattutto di scirocco) e, durante il periodo primaverile, in condizioni perduranti di umidità relativa al di sotto del 60%, possono andare incontro a consistente cascola dei frutticini.
Oltre all’aspetto climatico va tenuta in debita considerazione, tuttavia, la qualità delle acque d’irrigazione ai fini produttivi. Infatti la presenza di 3,5 milligrammi per litro di cloruri nell’acqua determina il limite al di sopra del quale queste specie riducono notevolmente la loro resa per pianta, che per il mango parte dai 30-40 chili al quarto anno, per arrivare agli 80-90 chili dall’ottavo anno in poi. E' pur vero che, di recente, sono stati testati alcuni portainnesti che inducono alla pianta più resistenza alla salinità in genere.
Anche parte della fascia costiera ionica (tra Messina e Catania) potrebbe essere interessata allo sviluppo di queste specie. Infatti da un’indagine effettuata dalla U.O.T. n.41 S.O.A.T. di Caronia, in collaborazione con altre sezioni operative di assistenza tecnica delle province di Messina, Palermo e Catania, è stata verificata una discreta consistenza di specie sub-tropicali.
Sicilia: superfici attualmente investite in frutta esotica
Da questa analisi si deduce chiaramente che la specie maggiormente coltivata è l’avocado seguita da mango, anona (cherimoya) e litchi. La coltivazione dell’avocado si attesta soprattutto nella fascia costiera ionica e qualche coltivazione si trova anche nei territori costieri fra Acquedolci e Capo d’Orlando (Messina). La principale varietà coltivata di avocado è la "Hass", con Bacon impollinatore.
Un discorso a parte merita il mango. L'unica cultivar fino ad ora proposta dal mondo scientifico in Sicilia è l’australiana Kensington Pride, coltivata franca di piede grazie alla sua elevata embrionia nucellare. Ma da esperienze imprenditoriali fatte a Caronia (ME), anche la cultivar Glenn possiede ottimi requisiti. La raccolta della Kensington Pride avviene tra fine agosto e settembre, mentre quella della Glenn circa 20 giorni prima. Tuttora sono in prova altre cultivar tra cui la Keitt, che è la più tardiva a maturare (ottobre-novembre).

Mango di varietà Glenn.
"Il nostro auspicio - conclude Monfalcone - è che in futuro lo sviluppo di queste specie in Sicilia, soprattutto del mango, possa trovare collocazione anche in altre fasce costiere della Sicilia, previo accurato studio delle situazioni climatiche e di coltivazione in genere".
Contatti:
UOT n. 41 SOAT
Via Impero
98072 Caronia (Messina)
Tel. (+39) 0921 – 335497 – 32764
Dirigente coordinatore
Dr. Claudio Monfalcone
Cell.: (+39) 335 8441148
E-mail: claudio.monfalcone@regione.sicilia.it
La Sicilia punta su mango e litchi come alternative colturali ad olivo ed agrumi
La fascia costiera tirrenica della Sicilia, che va da Campofelice di Roccella e Lascari (Palermo) fino a Milazzo (Messina), è caratterizzata dalla presenza di coltivazioni arboree di antica tradizione, quali l’olivo e gli agrumi (soprattutto il limone), oggi non più redditizie come un tempo.
I fruttiferi sub-tropicali ed in particolare il mango (Mangifera indica L.) e il litchi (Litchi chinensis Sonn.), potrebbero diventare valide alternative colturali, perché capaci di ambientarsi alle condizioni pedo-climatiche locali e di generare redditi più soddisfacenti per i produttori.
Filari di mango.
E' questa la conclusione del progetto "Innovazione nella filiera frutticola: le specie tropicali e subtropicali in Sicilia, innovazioni di prodotto e di tecniche colturali", realizzato dal Dipartimento agli Interventi infrastrutturali e dalla UOT n. 41 SOAT di Caronìa (Messina) dell’assessorato alle Risorse agricole ed alimentari della Regione Siciliana in collaborazione con il professore Francesco Calabrese del dipartimento SENFIMIZO dell’Università di Palermo.
"Lo studio ha individuato le zone di territorio della fascia costiera tirrenica come le più idonee per la coltivazione di mango e litchi", dice Claudio Monfalcone, dirigente responsabile dell’UOT n. 41 SOAT di Caronia. "In particolare lo studio dei valori storici (1971-2000) della temperatura e dell’umidità dell’aria e dell’intensità dei venti predominanti, sono stati posti a confronto con le esigenze fisiologiche di queste due specie sub-tropicali, soprattutto nelle fasi di fioritura, fecondazione e allegagione dei frutti".
I risultati ottenuti da campi di prova varietali di mango e litchi, hanno confermato che soltanto la porzione di territorio della fascia costiera tirrenica che dal mare si estende all’interno fino ad un’altitudine massima di 70-100 metri sul livello del mare, è ideale per l’acclimatazione di questi frutti tropicali.
Grappolo di litchi.
Queste specie, infatti, possono essere seriamente danneggiate dalla presenza perdurante (per oltre dodici ore) di temperature prossime allo zero, subire danni alle branche a causa di venti forti (soprattutto di scirocco) e, durante il periodo primaverile, in condizioni perduranti di umidità relativa al di sotto del 60%, possono andare incontro a consistente cascola dei frutticini.
Oltre all’aspetto climatico va tenuta in debita considerazione, tuttavia, la qualità delle acque d’irrigazione ai fini produttivi. Infatti la presenza di 3,5 milligrammi per litro di cloruri nell’acqua determina il limite al di sopra del quale queste specie riducono notevolmente la loro resa per pianta, che per il mango parte dai 30-40 chili al quarto anno, per arrivare agli 80-90 chili dall’ottavo anno in poi. E' pur vero che, di recente, sono stati testati alcuni portainnesti che inducono alla pianta più resistenza alla salinità in genere.
Anche parte della fascia costiera ionica (tra Messina e Catania) potrebbe essere interessata allo sviluppo di queste specie. Infatti da un’indagine effettuata dalla U.O.T. n.41 S.O.A.T. di Caronia, in collaborazione con altre sezioni operative di assistenza tecnica delle province di Messina, Palermo e Catania, è stata verificata una discreta consistenza di specie sub-tropicali.
Sicilia: superfici attualmente investite in frutta esotica
| PROVINCIA | COMUNE | SPECIE SUB-TROPICALE | SUPERFICIE Ha |
| Messina | Caronia | Mango | 2.00.00 |
| Caronia | Litchi | 1.50.00 | |
| Sant’Agata Militello | Mango | 0.30.00 | |
| Sant’Agata Militello | Avocado | 3.00.00 | |
| Rocca di Caprileone | Litchi | 0.30.00 | |
| Capo d’Orlando | Avocado | 2.00.00 | |
| Patti | Anona | 2.00.00 | |
| Spadafora | Mango | 0.50.00 | |
| Catania | Fiumefreddo | Mango | 7.00.00 |
| Fiumefreddo, Giarre, ecc. | Avocado | 31.00.00 | |
| Palermo | Balestrate | Mango | 5.00.00 |
Da questa analisi si deduce chiaramente che la specie maggiormente coltivata è l’avocado seguita da mango, anona (cherimoya) e litchi. La coltivazione dell’avocado si attesta soprattutto nella fascia costiera ionica e qualche coltivazione si trova anche nei territori costieri fra Acquedolci e Capo d’Orlando (Messina). La principale varietà coltivata di avocado è la "Hass", con Bacon impollinatore.
Un discorso a parte merita il mango. L'unica cultivar fino ad ora proposta dal mondo scientifico in Sicilia è l’australiana Kensington Pride, coltivata franca di piede grazie alla sua elevata embrionia nucellare. Ma da esperienze imprenditoriali fatte a Caronia (ME), anche la cultivar Glenn possiede ottimi requisiti. La raccolta della Kensington Pride avviene tra fine agosto e settembre, mentre quella della Glenn circa 20 giorni prima. Tuttora sono in prova altre cultivar tra cui la Keitt, che è la più tardiva a maturare (ottobre-novembre).
Mango di varietà Glenn.
"Il nostro auspicio - conclude Monfalcone - è che in futuro lo sviluppo di queste specie in Sicilia, soprattutto del mango, possa trovare collocazione anche in altre fasce costiere della Sicilia, previo accurato studio delle situazioni climatiche e di coltivazione in genere".
Contatti:
UOT n. 41 SOAT
Via Impero
98072 Caronia (Messina)
Tel. (+39) 0921 – 335497 – 32764
Dirigente coordinatore
Dr. Claudio Monfalcone
Cell.: (+39) 335 8441148
E-mail: claudio.monfalcone@regione.sicilia.it
Data di pubblicazione: 08/06/2010
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