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Marco Eleuteri: la pesca piatta e' un prodotto del tutto differente da quella tonda

E' un dato di fatto: le pesche tradizionali, nonostante alcune annate come quella 2017 connotate da ottima qualità e prezzi abbastanza abbordabili, stanno perdendo appeal presso i consumatori italiani. Ma non tutte le drupacee sono interessate dallo stesso fenomeno: tra i segmenti che si muovono in controtendenza, c'è quello delle pesche piatte. Per comprendere il fenomeno in atto, abbiamo interpellato Marco Eleuteri, tra i principali produttori e innovatori in questo segmento.

"Il problema delle pesche tradizionali è che ce ne sono troppe, con diversi risultati in termini di appetibilità e aroma. La pesca piatta, in questo senso, ha una marcia in più, grazie a un patrimonio genetico che ha consentito a questa specie un'uniformità di gusto che invece non esiste nelle pesche tonde. La pesca piatta è subacida, generalmente a polpa bianca (anche se ci sono pure nuove proposte a polpa gialla). Presenta un contenuto in tenore zuccherino (grado Brix) mediamente elevato. Questa è una delle ragioni per cui il consumatore la preferisce a quella tonda e, quando la prova, torna ad acquistarla".


Pesche piatte a marchio proprietario "Saturnia" dell'az. Eleuteri.

L'azienda Eleuteri opera principalmente nelle Marche, dove annovera una settantina di ettari, anche grazie a una recente acquisizione di ulteriori 20 ettari. "I nostri impianti sono tutti coperti, in modo da mitigare gli effetti del clima - spiega l'imprenditore - Su questo prodotto abbiamo sviluppato un grande know how. La pesca piatta è infatti un frutto delicato, che richiede grande accortezza e specializzazione. La nostra azienda dispone di uno stabilimento dedicato esclusivamente alla lavorazione del frutto".

Il mercato della pesca piatta, nonostante la ricerca italiana fosse stata la prima ad aver sviluppato alcune linee promettente diversi anni fa, è attualmente dominato dalla Spagna. Marco Eleuteri riferisce che la ricerca e il miglioramento varietale in Spagna (ma anche in Francia) si trovano in una fase molto più avanzata rispetto all'Italia e sono tutt'ora estremamente dinamici, con risultati interessanti.

"Non c'è paragone tra la forza della ricerca spagnola e francese in questo campo e le iniziative che conduciamo qui in Italia. Noi siamo praticamente l'unica azienda che sta investendo in questa direzione, nel tentativo di introdurre varietà sempre più gustose. Spesso le proposte più interessanti ci giungono proprio dalla Francia o dalla Spagna. Quest'ultimo paese dedica ingenti risorse e grandi superfici alla sperimentazione. Basti pensare che a Murcia esiste un'azienda sperimentale che, da sola, fa 300 ettari di pesche piatte, contro un totale stimato di 1000 ettari su tutto il territorio nazionale italiano!"

La partita, però, secondo Eleuteri non è perduta in partenza: "La Spagna, dimensionalmente, è un gigante rispetto a noi. Gli Spagnoli hanno pensato ai grandi volumi, a industrializzare una produzione che però negli ultimi anni non consente di ottenere prezzi alla produzione sufficientemente remunerativi. Andare a favorire solo le rese per ettaro o puntare solo sugli aspetti quantitativi rischia di essere penalizzante, in fin dei conti, per un prodotto che era invece geneticamente favorito proprio sul fronte della qualità. E' esattamente questo il lavoro che noi, come azienda italiana, abbiamo fatto: sviluppare un prodotto di nicchia che fosse immediatamente distinguibile e apprezzabile dal consumatore. Siamo molto onorati, in tal senso, di essere stati invitati come caso di studio dall'assessorato agricolo della Catalogna - una delle principali aree spagnole specializzate nella produzione di pesche piatte - in un meeting recente".


Marco Eleuteri

L'azienda Eleuteri sta valutando diverse centinaia di incroci nell'ambito del miglioramento varietale delle platicarpe: "Nessuno di questi incroci ha dato ancora i suoi frutti - precisa l'imprenditore - perché i tempi agricoli sono molto lunghi. Bisogna avere pazienza e soprattutto, anche quando si importano in Italia delle nuove varietà, vanno osservate in campo per almeno 4/5 anni, per assicurarsi che si adattino alle nostre condizioni pedoclimatiche. Inutile lamentarsi se una varietà non rende bene nel nostro clima; soprattutto quando è stata sviluppata altrove, va tenuta attentamente sotto osservazione prima di impiantarla".

Attualmente, l'offerta di pesche piatte dell'azienda Eleuteri è inferiore alla domanda presente sul mercato interno: "Questa è una delle ragioni percui non siamo in grado di esportare. Il mercato italiano è un importatore netto di pesche piatte. Meglio dunque, per ora, concentrarsi sul mercato interno e provare a crescere qui".

Per quanto riguarda invece le nettarine piatte, Eleuteri riferisce che si tratta ancora di un segmento molto minoritario, sia in Italia sia in Spagna: "A causa di una degenerazione genetica, sulla nettarina piatta non si riesce a ottenere continuità. Essa rappresenta solo un 5% di tutto il business delle platicarpe. Francia e Spagna stanno concentrando la ricerca anche in questo segmento, e pure noi avvieremo un progetto in collaborazione con l'Università di Ancona e con lo spagnolo Istituto di Ricerca e Tecnologia Agroalimentare-IRTA. E' chiaro che siamo sempre una singola azienda agricola contro un intero sistema ma naturalmente, se vogliamo crescere, quella della ricerca è l'unica strada".

La prossima campagna della pesca piatta italiana, presso l'azienda Eleuteri, sta cominciando: "La produzione marchigiana è iniziata questa settimana con piccoli quantitativi ed entrerà nel vivo tra una quindicina di giorni, per durare fino al 15/20 agosto. Per quanto riguarda la produzione 2018, non ci aspettiamo minori volumi a livello aziendale. Perdite si sono registrate soltanto sul segmento precoce, in specie nella zona di Battipaglia. Ma in generale, avendo aumentato le superfici produttive, ci attendiamo una stagione in linea con quelle precedenti".

L'Azienda Agricola Eleuteri è associata alla OP Armonia.

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