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Mola di Bari: realizzato primo impianto fotovoltaico su un un vigneto di uva da tavola

Uva ed energia: visto che la prima non garantisce più reddito sufficiente, un agricoltore di Mola di Bari, Marco Fossini, ha integrato il reddito agrario con un impianto di produzione di energia dal fotovoltaico.

"Quello entrato in esercizio in contrada Carrozzolo nei pressi della masseria Pepe - spiega Filippo Intreccio, progettista dell’impianto fotovoltaico in agricoltura (è consulente di diverse università italiane, di Confindustria e di diversi istituti bancari) - è il primo impianto in Italia realizzato su un vigneto di uva da tavola".



Il dato è confermato dal Ministero dello sviluppo economico che pubblica, sul sito del Gse (Gestore servizi elettrici) l’elenco degli impianti entrati in esercizio sul territorio italiano. Quello di Mola è il primo applicato ad un tendone di uva da tavola. Mentre il primo in assoluto applicato ad un frutteto è in esercizio da circa un anno nell’agro di Castellana Grotte. L'impianto di contrada Carrozzolo è entrato in esercizio nei giorni scorsi.

"È un momento straordinario - afferma Intreccio - una scommessa vinta perché in pochi credevano fosse possibile una realizzazione di questo tipo. Finalmente siamo riusciti a vincere questa sfida e a dare attuazione ad un progetto studiato nei minimi dettagli, per costruire questo primo impianto sul tendone di uva da tavola ed evitare nello stesso tempo danneggiamenti ad un vigneto esistente e produttivo che apporterà il suo buon contributo al miglioramento dell’ambiente, attraverso la riduzione di 31 tonnellate l’anno di emissioni di ossido di carbonio e di 16 tonnellate l’anno i consumi di petrolio".



Quali sono le caratteristiche dell’impianto? "Abbiamo costruito un generatore fotovoltaico da 50 kWp (kilowatt di picco), impegnando circa 1000 metri quadri di questo vigneto coperto, di circa 3 ettari. L’impianto produrrà 60mila kWh (kilowattora) all’anno ed essendo del tipo integrato avrà diritto ad una tariffa incentivante massima di 0,44 euro per ogni kWh prodotto, oltre alla vendita dell’energia elettrica ceduta alla rete".

Quanto è costato l’impianto e come l’energia verrà impiegata? "L'impianto è costato 280.000 euro. L’energia prodotta verrà utilizzata per riscaldare il vigneto per anticipare la produzione e per alimentare il pozzo artesiano. L’energia in esubero verrà venduta al mercato elettrico, che riconosce al produttore la tariffa incentivante per 20 anni".

L'intervento coniuga le due produzioni: quella agricola tradizionale della zona (uva da tavola di qualità Vittoria) ed energia elettrica pulita. Il vigneto è stato piantato 7 anni fa dall’imprenditore agricolo molese, Marco Fossini, non nuovo ad iniziative innovative. "In questo stesso campo - ci spiega Fossini - ho realizzato una coltivazione di pomodori "ad albero" del tipo Pachino coperto in serra".

In questa annata agricola, l’imprenditore produrrà sullo stesso tendone sia l’uva Vittoria sia l’energia elettrica. Solo che quest’anno guadagnerà 30mila euro in più dai proventi del Conto Energia. "Questo è un impianto pilota - conclude l’Ing. Intreccio - che ha anticipato altri più grandi in fase di realizzazione a Castellaneta, dove sono stati progettati 6 impianti da 1 Megawatt su vigneto". Un intervento di circa 30 milioni di euro, di sicura rilevanza nazionale. 

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L''articolo è molto interessante e mi piacerebbe ricevere più informazioni dal momento che sono una ricercatrice del Consiglio Nazionale della Ricerca in Agricoltura (CRA)
Annamaria Castrignanò, Bari - 2009/03/16 10:47:15.000



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