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Tanti danni da Nord a Sud. Le foto dalle aziende agricole

Buran non perdona: i produttori fanno i conti con il gelo

La tanto temuta perturbazione Buran è passata ai fatti. Neve abbondante al nord da domenica 25 febbraio 2018 ma anche sulle aree costiere del Meridione, dove i produttori non si aspettavano un tale evento: sono caduti oltre 20 centimetri di neve a poca distanza dal mare.

Centro/Nord Italia
Oltre alla neve, sono le temperature a preoccupare. Abbiamo raggiunto il tecnico Maurizio Poletti mentre si trovava in visita presso coltivazioni di zucchini in tunnel in provincia di Bologna. "La notte scorsa, 27 febbraio 2018, la temperatura è scesa fino a -7,5 °C sotto lo zero. Con l'agricoltore stiamo verificando eventuali danni e ci stiamo organizzando per proteggere la coltura in vista di ulteriori cali. Il consiglio che do è di 'vestire' il più possibile le orticole in tunnel freddo. In questo caso abbiamo la pacciamatura al suolo, il Tessuto Non Tessuto (TNT) a contatto sulla pianta, il tunnellino e il tunnel grande. Ora andremo ad applicare un altro strato di TNT sul tunnellino. Più coperture ci sono, meglio è".



Anche le insalate in serra sono a rischio. Circa i radicchi, Cristiana Furiani di Geofur dice che "la produzione è stata raccolta pressoché tutta. Abbiamo ancora qualcosa da raccogliere nelle Marche e lì potrebbe esserci una perdita di prodotto. Ma lo sapremo solo al termine dell'ondata di gelo".

In Emilia-Romagna, alcune drupacee precoci erano già in fiore e in questo caso il raccolto è stato "bruciato" dal gelo. Il produttore Enrico Giunchi, che possiede 30 ettari di albicocchi biologici, dichiara che "una varietà precocissima come Wonder Cot erano già in fiore. Questo significa che, quasi certamente, se ne raccoglieranno ben poche. Le altre varietà, almeno nei miei impianti, erano ancora ferme e quindi spero non ci saranno danni".



C'è preoccupazione anche a Vignola (Modena) per susine e ciliege. Anche se le gemme sono chiuse: minime attorno ai 13 °C sotto zero causerebbero dei danni. Da capire però per quanto tempo la temperatura rimarrà così bassa: i danni sono infatti direttamente proporzionali alla durata dell'evento.

Per Antonio Tonioni, presidente della sezione di prodotto ortofrutta di Confagricoltura Toscana, "Il freddo intenso potrebbe danneggiare le gemme e quindi compromettere irreparabilmente tutto il raccolto. I danni maggiori inizialmente saranno sulla costa per gli alberi di pesco, susino e albicocco, poi se la situazione perdurasse verrebbero coinvolti anche melo e pero”.

Danni anche in provincia di Savona, nella Piana di Albenga: il 27 febbraio 2018 la temperatura è scesa a -5 °C e le piantagioni di carciofo sono andate irrimediabilmente perse.

Sud Italia
Non è la neve a preoccupare i coltivatori, bensì il gelo. Le temperature hanno raggiunto i -4 °C: drupacee precoci ma anche orticole in campo prossime alla raccolta (piselli, fave, patate, meloni, lattuga, finocchi, tra gli altri) sembrano gravemente compromesse.



Dalla Puglia giungono le prime conferme. "Per quanto la perturbazione fredda fosse stata annunciata, mai ci saremmo aspettati un impatto simile - dichiara Nicola Bollino, produttore di drupacee nell'area tra San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli - Temperature di -4 e -6 °C per molte ore nella notte tra lunedì 26 e martedì 27 febbraio 2018 hanno decretato la perdita di quasi tutta la resa produttiva delle piante con fiore aperto. E' ancora presto per determinare con esattezza l'entità del danno, ma vedere le gemme/i fiori cristallizzati è stato un colpo al cuore. Nel mio caso parliamo di 10 ettari, circa 3.000 piante".



Nicola segnala, inoltre, problemi alle strutture e alle reti che hanno ceduto per il peso della neve. "Vedo agricoltori andare nei campi e cercare di spalare o togliere la neve per limitare i danni. Le allerte dei giorni scorsi non ci avevano segnalato precipitazioni nevose di questa portata. Consideriamo, poi, che i nostri areali sono situati a 5 metri sotto il livello del mare. Mai vista una situazione del genere. E continua a nevicare (martedì 27 febbraio 2018, ndr)".



"I danni sono davvero ingenti e in tutta la Puglia - prosegue Nicola - Il governo dovrebbe concederci lo stato di calamità naturale. A essere colpiti non solo le drupacee, ma anche orticole e vigneti. E a pagarne le spese sono le numerose famiglie legate al settore".




A Bari e Foggia si sono registrate complicazioni alla circolazione stradale e in taluni casi l'impossibilità a raggiungere le stesse aziende agricole, secondo quanto rilevato da Coldiretti Puglia. "Gli ortaggi stanno gelando in campo a Foggia - riferisce Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia - e gli alberi da frutto hanno subito brusche escursioni termiche, che certamente stanno nuocendo alle gemme. In provincia di Bari, molte condotte idriche in acciaio si sono lesionate. Tutta la zona della Murgia è coperta di neve, ma così anche Noci, Putignano e Turi".




L'onda di gelo che sta colpendo la regione ha interessato anche la provincia di Brindisi, con neve a Brindisi, Francavilla, Latiano, Fasano e Ostuni. "I nostri agricoltori hanno messo a disposizione i trattori per pulire le strade - aggiunge Angelo Corsetti - e ripristinare almeno parzialmente la viabilità. E' necessario un maggior quantitativo di carburante per il riscaldamento delle serre, per non perdere le produzioni. Sull'alta Murgia sono coperti di ghiaccio i campi di grano, lenticchie, piselli e legumi in generale, e sicuramente ciò nuocerà alla produzione".



Nell'area a nord di Napoli e nel confinante territorio di Caserta, in Campania, la situazione non è diversa. Evidenti i danni alle strutture - in particolare a frutteti e serre - oltre alla forte preoccupazione per gli alberi già in fiore (pesche, albicocche, susine, ciliegie), per le orticole in campo prossime alla raccolta (piselli, fave, patate, meloni, lattuga, finocchi) e le fragole.

E, per le prossime ore, occhi fissi al termometro. Sono previsti -6 °C per la notte tra martedì 27 e mercoledì 28 febbraio 2018. Preoccupazione specie per nocciolo e albicocco, che dai 350 metri di quota a scendere. Nell'agro Nolano, sono già in piena ripresa vegetativa da un mese.

Inoltre si rilevano problemi di natura logistica per mancate partenze dei camion per il ritiro e le consegne di prodotti freschissimi già pronti e imbustati.



"Abbiamo le campagne piene di neve - dichiara Marco Granata, amministratore unico dell'omonima azienda del casertano - Se di notte la temperatura scenderà sotto allo zero, come anticipato, le colture orticole come fave, piselli, broccoli e cavolfiori, andranno perse al 100%. Stesso amaro destino per le drupacee che si presentano in fase di fioritura o a caduta petalo. In presenza di frutticino, con temperature di soli 0 °C, i danni sono irreversibili; figuriamoci a -4 °C o a temperature più basse".

"Per ricordare un evento simile dobbiamo tornare indietro di 33 anni, nel 1985 - continua Granata - Difficile che le aziende avessero assicurazione contro il gelo. Attraverso la nostra OP, così come altre associazioni e organizzazioni, abbiamo inoltrato, con relativa documentazione, a Comuni e Regione Campania la richiesta dello stato di calamità naturale".



Anche la Costiera amalfitana è imbiancata, con temperature sotto lo zero. Secondo amalfinews.it, i fiocchi hanno attecchito sui terrazzamenti di limoni delle frazioni basse di Tramonti e delle zone più alte di Maiori, Minori e Ravello. Ma, si sa, il limone è l'agrume più sensibile al gelo e quindi la produzione dell'oro giallo della Costa d'Amalfi potrebbe risentirne. La copertura autunnale delle impalcature in castagno, purtroppo, poco può contro le temperature record di questo periodo. Si rischia di perdere quintali di Sfusato amalfitano a marchio IGP. Non resta che sperare che il gelo abbandoni presto le zone costiere, per far spazio a un più mite clima primaverile.

Autori: Maria Luigia Brusco e Cristiano Riciputi
Copyright: www.freshplaza.it

Data di pubblicazione: 28/02/2018



 


 

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