Avvisi

La Clessidra

Ricerca di personale






Specialecontinua »

Top 5 - ieri

Top 5 - ultima settimana

Top 5 - ultimo mese

Commenti recenticontinua »

Altre notizie

Notizie economiche



Un inserto femminile calca la mano sui presunti residui

La disinformazione viaggia sul web: "State attente a mele, fragole e pesche"

A certa stampa piace calcare la mano e fare presa sull'emozionalità delle proprie lettrici. E perché no, anche su quel latente senso di ingiustizia che pare pervadere ampi strati della società, come se ci fosse sempre il complotto di qualche furbo per vessare il popolo. Emblematico l'articolo pubblicato dall'inserto "Iodonna" del Corriere della Sera, sui temi dell'ortofrutta declinata al biologico e convenzionale. L'articolo ha la stessa accuratezza che potrebbe averne uno di FreshPlaza sull'ultimo tipo di rossetto, oppure sulla moda di intimo francese.



Si parte subito con un bel ceffone alla mamma di turno, alla quale viene propinata la classifica dei 5 cibi più contaminati, manco fossimo a Chernobyl nell'aprile del 1986. Comunque per la rivista (online in questo caso) bisognerebbe stare lontano da mele, pesche e frutta da albero. A parte che non si sa bene cosa sia la frutta da albero, dato che anche mele e pesche, si presume, siano nella categoria. In tal modo, utilizzando a proprio piacimento dei presunti dati Efsa, si suggerisce alla lettrice di non comprare la "frutta da albero", o al massimo comprare biologico.

Peccato che qualcuno non sappia che la lotta integrata, praticata in Italia, porta ben al di sotto di qualsiasi soglia di tolleranza i residui. Forse i dati presi in considerazione derivavano da prodotti di importazione. Ma non è dato a sapere.



Dopo la frutta da albero, ecco che non bisogna comprare fragole, frutti di bosco e uva, perché contenenti pesticidi oltremisura. Proseguendo nella lettura c'è il sospetto che chi ha elaborato l'articolo sia a digiuno delle leggi, dei controlli, e di quanto impegno migliaia di agricoltori stanno mettendo nel conseguire i patentini per l'uso dei fitofarmaci, spendendo centinaia di euro per regolare le proprie attrezzature. Sperando, comunque, di fare sempre meno trattamenti possibili perché costano. E perché distribuire fitofarmaci non piace a nessuno.



Ma no, per qualcuno è meglio spaventare la gente e continuare scrivendo che lattuga e spinaci sono sporchi. Sì, magari di terra, che si lava via, mentre le competenze di qualcuno sarà difficile renderle linde.

Questo nostro servizio non ha lo scopo di denigrare il lavoro altrui, bensì dare una chiave di lettura più consona e il giusto rispetto a tutti gli operatori della filiera ortofrutticola.

Data di pubblicazione: 24/11/2016
Autore: Cristiano Riciputi
Copyright: www.freshplaza.it



 


 

Altre notizie relative a questo settore:

15/12/2017 Gli eventi climatici estremi potrebbero essere la norma in futuro
15/12/2017 Sciauru Aromi di Sicilia: una passione per lo zafferano
15/12/2017 Fruitimprese: i dati sul commercio estero ortofrutticolo italiano nei primi 9 mesi del 2017
15/12/2017 Serve piu' dialogo fra breeders, agricoltori e mercato
14/12/2017 A Bruxelles, Apot ha presentato la Sostenibilita' del sistema trentino
14/12/2017 L'organizzazione FoodDrinkEurope contro l'Italia sulle indicazioni di origine
14/12/2017 UE, Katainen: 'Nessuno vuole ri-nazionalizzare la PAC'
14/12/2017 Cipolla della Maremma e aglio rosso maremmano presto saranno DOP e IGP
14/12/2017 Turchia: boom dell'export di ortofrutta
13/12/2017 Ultra Violet scelto come colore dell'anno per il 2018
13/12/2017 L'agricoltura biologica in Svizzera dovrebbe arrivare al 25% entro il 2025
13/12/2017 Brexit: Ue, c'e' l'accordo
13/12/2017 Glifosato: dalla UE ok formale al rinnovo, nuove regole nel 2018
13/12/2017 PAC: l'Europarlamento in seduta plenaria approva la riforma Omnibus
13/12/2017 Modello Digitale Italiano per il settore agroalimentare
13/12/2017 Dopo la siccita', le alluvioni
12/12/2017 Il ruolo dell'ortofrutta nella cooperazione agroalimentare italiana
12/12/2017 La Cina sta prendendo il posto della Russia come principale mercato per la produzione polacca
12/12/2017 Cimice asiatica: ok dalla UE a importare il parassita antagonista
12/12/2017 Bayer: online il nuovo sito web per la trasparenza

 

Commenti:


Caro Riciputi,
perchè oltre a far notare a noi lettori di Freshplaza, che come addetti ai lavori siamo "più o meno, probabilmente" d'accordo con lei, non prende carta e penna e scrive a IO DONNA il suo parere come ha scritto a noi.
Chissa se finalmente il gregge ha trovato il suo pastore......?
Grazie comunque per lo spunto!
Ettore Navarra produttore ortofrutticolo
Ettore Navarra, Ferrara, ITALIA - 27/11/2016 18:33:20


Ottimo Freshplaza avete riportato attenzione sulla più recente delle tante denigrazioni gratuite fatte sul nostro settore.
Ora però io sono solo un Direttore di mercato per cui non scrivo o contatto certo la redazione di Iodonna ma.... chi lo fa e può avere attenzione e credibilità !?
É una vecchia storia : siamo troppo divisi e manca una unità di crisi unica del settore chiamiamola così che prevenga e gestisca questi svarioni giornalistici...
Coldiretti, Confagricoltura , Cia, Unaproa, Uiacoa, Fruitimprese, Cso, Italmercati, Fedagro, Organismo interprofessionale, Fida dettaglianti, Associazioni varie della grande distribuzione...... tutti possono scrivere e contestare , ma alla fine é difficile ottenere risultati di attenzione ....
Fatto sta che in questa parcelizzaizone siamo noi stessi a lasciare ampio spazio agli ignoranti del settore che però hanno spazi e amplificazioni mediatiche che noi molto difficilmente potremo avere.....
In ogni caso ... piuttosto che niente... qualcuno scriva per favore!
Francesco Cera direttore Maap

Francesco Cera, Padova, Italia (email) - 24/11/2016 19:27:26


Inserisci un commento:

Nome: *
Email: *
Città: *
Paese: *
  Mostra indirizzo mail
Commento: *
Inserisci il codice
*