Progetto EcoOrt: pronti a partire con la sperimentazione
Lo scorso 23 gennaio 2014, a Legnago (VR), nella sede di Geofur, azienda capofila del progetto, si è svolta la seconda riunione tecnica, dopo quella dello scorso ottobre (cfr. FreshPlaza del 16/10/2013), per definire nel dettaglio la prima fase di sperimentazione che partirà tra circa tre settimane.
All’incontro erano presenti Cristiana Furiani di Geofur, Cristian Carboni, Ozone Application specialist di Industrie De Nora Next, Paolo Manzan, del Consorzio di tutela del radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco Veneto IGP, Giovanni Aldegheri di Confcooperative Unione di Verona, Luca Sgardiolo, di Ortoromi, Federico Baruzzi dell'Istituto di Scienze delle produzioni alimentari (Cnr-Ispa) di Bari e, collegato via Skype, Thaer Yassen, dell'Istituto agronomico mediterraneo di Bari (Iam).
Foto sopra, i presenti alla riunione. Foto sotto: Thaer Yassen in collegamento in videoconferenza.
Lo scopo del progetto è ambizioso, ma i risultati ottenuti con altri prodotti freschi, in particolare con la frutta, lasciano ben sperare. In sostanza si vuole aumentare la "vita" del radicchio di Treviso, in modo da poterlo esportare anche su mercati lontani (Cina, Giappone, Australia), dove è molto richiesto e apprezzato, ma oggi, per arrivare fresco, deve essere spedito per via aerea con costi molto elevati.
Un altro problema della refrigerazione tradizionale, che il nuovo metodo si propone di eliminare, è la perdita di peso degli ortaggi dovuta all'evaporazione. L'impiego dell'ozono, inoltre, permetterebbe di ridurre i costi energetici degli impianti di refrigerazione e quello dei prodotti chimici usati per i trattamenti, in quanto i prodotti conservati con questo metodo sono privi di muffe e con una ridotta carica batterica.
Dopo Fruit Logistica di Berlino, i primi ortaggi da testare entreranno nel prototipo di container che li conserverà con il metodo della refrigerazione passiva e verranno eseguiti diversi test con quantità di ozono differenti.
Dalla ricerca bibliografica condotta dal professor Federico Baruzzi, è emerso che non esistono pubblicazioni su esperimenti con radicchio rosso e ozono, perciò il progetto partirà con i parametri usati per altri prodotti, come uva e pesche.
Nel corso della riunione è stato deciso che saranno cinque le specie orticole al centro delle sperimentazioni: asparago bianco, radicchio di Treviso tardivo, radicchio di Chioggia, cicoria pan di zucchero, asparago bianco e baby leaf.
Il progetto finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto e di cui FreshPlaza è partner, durerà fino al giugno del 2015.
Si comincerà dunque con test di confronto tra la refrigerazione tradizionale e quella passiva più ozono. Sarà valutata la shelf life principalmente mediante confronto fotografico, panel test e prove microbiologiche.
Il calendario delle attività prevede la progettazione e realizzazione di prototipi fissi (cella a refrigerazione passiva con ozonizzatore) e trasportabili (termopallet a refrigerazione passiva con ozonizzatore), la definizione delle corrette impostazioni di temperatura, umidità e concentrazione di ozono necessarie per la conservazione dei prodotti ortofrutticoli e inoltre una prova di trasporto.
Le prove microbiologiche inizieranno nel gennaio 2015 e saranno eseguite a Bari.
"Crediamo molto in questo progetto – ha detto Cristiana Furiani di Geofur – e puntiamo a portare i primi prodotti conservati con la refrigerazione passiva al World Food Moscow 2014."
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Autore: Simone Martarello