Sicilia: forti venti distruggono alcune serre della fascia trasformata

Sabato 14 marzo 2018: fin dalla mattinata, e per tutto il giorno, sulla fascia trasformata siciliana si sono abbattuti forti venti con raffiche che hanno superato i 100 km orari, specialmente nella zona tra Gela (CL) e Scicli (RG), con epicentro Vittoria e Santa Croce (RG). Si tratta dell'ennesimo episodio di evento climatico estremo che mette a dura prova l'intero comparto e l'indotto.



Danni sono stati registrati anche a Mazzarrone (CT), dove sono andate distrutte molte serre di uva da tavola precoce. La serricoltura siciliana, peraltro, era già stata colpita da alcune trombe d'aria nel novembre del 2017 e a fine marzo 2018 (vedi FreshPlaza del 13/11/2017 e del 27/03/2018) che avevano raso al suolo alcune aziende. A tutto ciò bisogna aggiungere la grave crisi commerciale che sta attanagliando il comparto.



"Si tratta dell'ennesimo fenomeno grave di maltempo che, ancora una volta, ci mette a dura prova - ha detto Angelo Giacchi, coordinatore del Comitato Anticrisi Agricoltura Sicilia - Non sappiamo davvero più come andare avanti. La pressione fiscale e la sovraesposizione del debito cui molti di noi sono soggetti, assieme a questa furia distruttiva comporterà, senza ombra di dubbio, la conseguenza che molte aziende dovranno chiudere la partita IVA entro questo stesso 2018. Molti di noi, piccoli e medi imprenditori agricoli, non hanno più la forza di affrontare una campagna agraria ed è solo grazie a un'eroica determinazione, forse tipica dell'agricoltore siciliano, che si è continuato ad andare avanti in questi anni".



"A dispetto dello stereotipo che qualcuno vorrebbe cucirci addosso e che ci vorrebbe mendicanti di aiuti pubblici - continua Giacchi - ci troviamo in una situazione in cui bisogna quotidianamente lottare contro problemi di cui la maggior parte della gente ignora l'esistenza: le fitopatologie sempre più pressanti, il rincaro indiscriminato dei prodotti per l'agricoltura e il materiale per approntare le strutture serricole, oltre che la pressione fiscale e quella bancaria. Sono fermamente convinto che nel mondo del lavoro e dell'imprenditoria non esistano comparti con simili disagi. Mi auguro tuttavia, così come sembra stia avvenendo, che finalmente le Istituzioni facciano la loro parte anche in occasioni come queste, che ci vedono al centro di avversità meteorologiche".



"Piove sempre sul bagnato. Proprio venerdì 13/04/2018 nel pomeriggio - ha detto dal canto suo Gianfranco Cunsolo, presidente provinciale di Coldiretti - abbiamo svolto un tavolo tecnico con il presidente della Regione Musumeci, per cercare soluzioni alla forte crisi di mercato (cfr. notizia correlata). E intanto abbiamo dovuto assistere a un ulteriore colpo di grazia per i produttori della fascia trasformata del ragusano e non solo. I forti venti provenienti da Nord Est, con fortissime raffiche, hanno provocato importanti danni alle coperture delle serre con conseguente perdita della produzione sottostante. Al momento è troppo presto per stilare un resoconto dei danni, che comincerà appena sarà materialmente possibile".



Intanto, da ambienti molto vicini all'assessore all'Agricoltura della Regione Siciliana, si è appreso di una dichiarazione dello stato di calamità naturale da parte di quest'ultimo che potrebbe essere propedeutica alla concretizzazione di possibili forme di ristoro.

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"Danni enormi sul reddito e sulla possibilità di avere disponibilità economiche da investire per la prossima annata agricola - ha infatti scritto in una nota Giorgio Assenza, parlamentare all'ARS - che pesano in particolare modo su un comparto già messo in ginocchio da una lunga ed estenuante crisi. Ho avuto rassicurazioni da parte dell'Assessore Edy Bandiera, che gli uffici preposti sono stati già mobilitati per la verifica dei danni e il conseguente avvio delle procedure per la dichiarazione dello stato di calamità naturale e per ogni possibile sostegno a ristoro dei danni subiti dalle aziende agricole".



"Una sequenza micidiale di eventi atmosferici e una crisi di mercato senza precedenti - ha commentato, infine, Sandro Gambuzza, componente della Giunta Nazionale di Confagricoltura con delega alle Politiche del lavoro - mettono in ulteriore difficoltà il settore orticolo siciliano. La capacità degli agricoltori di reimpiantare per la prossima campagna è seriamente compromessa. A rischio quasi duemila aziende (su cinquemila), circa 12.000 (su 27.000) lavoratori agricoli, oltre 1 milione e mezzo (su 3 milioni) di giornate di lavoro e il 30% del Pil agricolo. Si adottino misure almeno quinquennali di esenzione degli oneri contributivi e fiscali. A situazioni straordinarie occorre intervenire con provvedimenti straordinari, anche al di là e al di fuori dei regolamenti comunitari. I governi nazionali e regionali devono avere adesso il coraggio di prendere decisioni determinanti, anche a costo di rischiare procedure di infrazione".

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