Oltre 80mila gli alberi interessati

Spagna: azione legale contro la commercializzazione illegale dei mandarini Orri

The Enforcement Organization (TEO), licenziatario esclusivo per la varietà di mandarini Orri in Spagna e Portogallo, ha avviato un totale di 92 azioni legali contro lo sfruttamento illegale della varietà Orri, che potrebbero riguardare circa 172 ettari di coltivazioni, con oltre 80mila alberi.

L'85,23% di questi casi si trova nella regione di Valencia (circa 45mila alberi); il 6,82% in Andalusia (circa 16mila alberi); il 6,82% nella regione di Murcia (circa 14mila alberi) e l'1,14% in Catalogna.



In tutti i casi la TEO ha richiesto la distruzione del materiale vegetale illegale e compensazioni che, in base alle normative regionali e nazionali, oscillano tra 30 euro (nel periodo di protezione temporanea) e i 60 euro ad albero (nel periodo di protezione definitivo). In totale si parla di 90 euro ad albero se lo sfruttamento illegale della varietà si è verificato in entrambi i periodi.

Ad oggi in Spagna sono stati distrutti in totale 40mila alberi illegali di mandarini Orri su oltre 80 ettari. Le fonti dal TEO hanno ricordato: "E' risaputo che questa varietà è protetta nell'Unione Europea, pertanto la produzione e/o riproduzione del materiale vegetale, la sua preparazione per la propagazione, la vendita e l'import-export nell'area CE è proibita in Spagna e Portogallo senza il consenso di TEO. Inoltre, è proibito conservare il prodotto senza l'autorizzazione del licenziatario esclusivo della varietà".

Inoltre, l'Organizzazione ha ricordato: "E' in vigore un sistema di etichettatura con cui identificare l'origine legale della produzione, perciò qualsiasi operatore può accedere alle informazioni relative all'ubicazione di tutti i lotti autorizzati tramite il sito web ad hoc (www.orcspain.es/sublicenciados)".

"La validità delle diverse azioni legali aperte, visto che nessuna di esse è stata respinta, in molti casi, ha portato i trasgressori a richiedere accordi extragiudiziali per evitare di andare in tribunale". Inoltre, la TEO ha indicato: "Tali accordi non sono mai risultati nella regolarizzazione delle piantagioni illegali, dato che l'eliminazione del materiale vegetale è obbligatoria, esattamente come lo è il pagamento di un'ammenda".

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