La stagione agrumicola italiana termina con volumi minori

La stagione agrumicola italiana si avvicina alla conclusione. Secondo le stime, si è raccolto dal 5 al 10% in meno rispetto alla stagione 2016/17, a causa del caldo registrato nell'estate del 2017. Le piogge di settembre nelle principali zone di coltivazione in Italia hanno compensato in parte gli effetti della siccità. E' quanto scaturisce da uno degli ultimi rapporti USDA (vedi).

Arance
Dopo la Spagna, l'Italia è il maggiore produttore agrumicolo in Europa. Sicilia e Calabria insieme rappresentano la quota maggiore della produzione. In queste regioni viene raccolto, rispettivamente, il 59% e il 22% delle arance italiane. Le varietà principali sono Tarocco, Moro, Sanguinello, Navelina e Valencia, ma negli ultimi tempi è aumentato l'interesse nelle varietà Ippolito e Meli.

Dal punto di vista della qualità, le aspettative parlavano di una stagione eccezionale. Nonostante un raccolto più basso del 10% a causa della siccità estiva, a settembre le piogge sono riuscite a tamponare una parte dei danni. I calibri sono stati di media grandezza. Grazie alle piogge di settembre, la produzione di arance si è ripresa rispetto al volume registrato nella stagione 2015/16 e secondo i rapporti, la qualità è eccellente.

A causa del dimezzamento dell'import di arance dalla Spagna, il totale delle importazioni dall'Italia nel 2016 è stato del 33% più basso, con 145.733 ton. Già da anni la Spagna è il maggiore fornitore di arance, ma la quota di mercato è sotto pressione. Nel 2014 la Spagna rappresentava oltre il 60% delle importazioni, ma nel 2016 tale quota è diminuita al 48%. L'Italia sembra importare di più da Germania, Paesi Bassi ed Egitto. Per quanto riguarda le esportazioni è stata registrata una crescita del 18%, che ha portato il volume di arance a 143.796 ton. Ciò è stato dovuto principalmente a un export maggiore verso la Germania, che ha mostrato un incremento del 27%. E' aumentata anche la fornitura diretta in Svizzera, Austria e Francia.

Mandarini
Le clementine senza semi rappresentano l'80% della coltivazione del comparto. Il restante 20% è composto da mandarini. In Italia le principali zone di produzione sono Calabria, Sicilia e Puglia, dove viene raccolto, rispettivamente, il 50%, 23% e 14% della produzione di mandarini. Per quanto riguarda le clementine, le varietà più importanti sono la Comune (o Oroval) e Monreal. Le varietà principali di mandarini, invece, sono la Avana e il Tardivo di Ciaculli.

Le stime mostrano un volume del 5% più basso rispetto alla stagione precedente. Il caldo estivo è stato deleterio anche per i mandarini e come è successo per le arance, una parte delle perdite è stata compensata dalle piogge di settembre.

Limoni
Per quanto riguarda i limoni è prevista una stagione normale, paragonabile alla precedente. Le varietà principali, che insieme rappresentano l'86% della produzione, sono Femminello Siracusano, Lunario, Interdonato, Limone di Sorrento e Limone di Procida.

Nel 2016 l'export è aumentato del 16% circa rispetto all'anno precedente. Ciò è stato dovuto principalmente alle vendite maggiori in Germania e Austria, che sono i maggiori acquirenti dei limoni italiani.

Testo e traduzione FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.

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