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Le attese per la stagione 2018 dell'asparago italiano

Le raccolte di asparago in Italia sono iniziate da poco tempo negli impianti sotto serra della Campania e nel Veneto. La stragrande maggioranza dell'offerta proveniente dal campo aperto è stata frenata dall'andamento climatico avverso. E' pertanto attesa una lenta progressione delle raccolte dopo le festività pasquali. Le quotazioni dei prezzi in questa fase iniziale evidenziano livelli sostenuti, in relazione ad una buona domanda di prodotto. Non solo in Italia ma in tutta Europa però l'offerta in questo momento è molto limitata, anche la Spagna presenta difficoltà a sviluppare la propria disponibilità di prodotto. Reperibile sul mercato italiano in questa fase prodotto di importazione da Messico e Perù mentre tra i produttori europei è presente prodotto greco.

Sul piano nazionale, le superfici 2018 si confermano in lieve incremento in Emilia-Romagna, mentre appaiono costanti nella regione Veneto rispetto alla scorsa annata. Anche il Lazio prosegue l'espansione in atto di recente. Sempre più rilevante l'offerta pugliese in virtù degli investimenti che continuano a svilupparsi, a conferma del ruolo da leadership di questa regione nel panorama italiano; in controtendenza al sud la regione Campania che denota estensioni di questa orticola in flessione.

Nel complesso le superfici in Italia si ammontano ad oltre 10.000 ettari (stime CSO Italy).



Generalmente in Europa si producono attualmente circa 310.000 tonnellate di prodotto di cui prevale nettamente quello a colorazione bianca. Al primo posto in termini produttivi si trova saldamente la Germania (oltre 120.000 tonnellate di asparago bianco da una superficie di oltre 22.000 ettari coltivati), pur rappresentando anche il più grande importatore di asparago in Europa. La Spagna dopo aver evidenziato anni fa una flessione produttiva, recentemente appare in ripresa (circa 60.000 tonnellate annuali di prodotto sia di colore bianco che verde) e rappresenta il principale esportatore in Europa. Troviamo al terzo posto il nostro Bel Paese, con un'offerta stimata di recente sulle 50.000 tonnellate annuali (stima CSO Italy) con la netta prevalenza di asparago verde.

Più staccati gli altri produttori europei (difficilmente sopra le 20.000 tonnellate annuali), tra cui troviamo Francia, Olanda, Polonia e Grecia. Ancora più distanti Belgio, Ungheria e Regno Unito.

Tra questi si segnala una rapida ascesa produttiva da parte della Polonia. Tutti producono in particolare asparago bianco on la sola eccezione del Regno Unito in cui il prodotto preferito è di colore verde.

E' necessario un passo indietro per la valutazione sugli scambi commerciali dell'Italia per questa orticola. Anche se nel corso dell'anno 2017 le movimentazioni di prodotto destinato ai Paesi esteri sono risultate inferiori al 2016, i quantitativi sono da ritenere comunque significativi. Le esportazioni complessive di asparagi nel 2017 hanno sfiorato le 8.000 tonnellate, -7% sul 2016, mostrando un volume secondo solo al record raggiunto nella stagione precedente, ma nettamente sopra la media del triennio 2013-2015. Il valore 2017, pari a poco oltre i 27,5 milioni di euro, scende del 5% rispetto all'elevato 2016, per effetto del posizionamento del prezzo medio che con 3,45 €/kg, risulta tra i più elevati dell'ultimo quinquennio.


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In netta ripresa, nel corso dell'anno precedente le importazioni di asparago estero. Dopo un 2016 caratterizzato dai volumi fortemente deficitari (limitato ingresso di asparago spagnolo a causa dell'andamento climatico), il 2017 ritorna a mostrare quantitativi nella norma, con quasi 4.500 tonnellate di prodotto. L'import 2017, pur essendo salito del 15% rispetto al 2016, risulta sostanzialmente allineato al volume entrato nel triennio 2013-2015. Con circa 14,5 milioni di euro, il valore complessivo scende del 2% sull'anno precedente, a causa del prezzo medio che con circa 3,23 euro/kg appare tra i più bassi recente passato.


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Tra le principali mete raggiunte dall'export italiano nel 2017 prevale il segno negativo nel confronto con gli elevati risultati della scorsa annata. La Germania ha assorbito un volume di quasi 2.900 tonnellate di asparago italiano (-12% sul 2016) e anche altri Paesi limitrofi hanno denotato una flessione simile, come la Francia e Slovenia e in misura leggermente superiore la Danimarca. Più marcato il calo nel Regno Unito e in Svezia dove la diminuzione ha toccato i 40 punti percentuali rispetto all'anno precedente, ma inferiori anche al volume esportato di recente. In controtendenza, e a conferma di un trend in espansione, troviamo la coppia Austria e Svizzera con incrementi significativi (+16% e +31% sul 2016), al secondo e terzo posto come volume in termini assoluti.

Tutti i principali fornitori esteri mostrano invece un aumento del volume con solo poche eccezioni: è infatti diminuito l'afflusso del prodotto del Perù in contro stagione (-10% sul 2016) dall'Olanda e dalla Grecia (rispettivamente -15% e -37%) tra i fornitori europei. Ha trainato l'aumento generale la movimentazione in entrata del prodotto spagnolo, con quasi 2.000 tonnellate il +34% sul 2016). In ripresa i quantitativo anche del prodotto francese mentre è risultato stabile l'ingresso di asparago tedesco.

All'interno dei confini del nostro Paese è proseguito il buon momento dell'acquisto di questa orticola anche nel 2017, come evidenziato dal panel GfK Italia che rileva le evoluzioni delle abitudini delle famiglie italiane, con un incremento dei quantitativi del 2% rispetto al già elevato 2016, superando le 24.200 tonnellate. Il prezzo medio si è mantenuto costante nel passaggio tra il 2016 e 2017 a quota 4,20 €/kg come media annua.

Negli ultimi cinque anni il volume è costantemente e progressivamente salito di oltre 20 punti percentuali, grazie ad un crescita degli acquirenti. Permangono ancora però forti differenze di abitudine al consumo tra il Nord Italia, che sta trainando l'espansione e il Centro-Sud, che tradizionalmente presenta una minore frequenza all'acquisto.

Fonte: CSO per FreshPlaza.IT

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