La risposta di Auterfruit alla crisi del comparto agrumicolo

"Abbiamo tra le mani un prodotto che vale a peso d'oro ma che, per una serie di circostanze, non riusciamo a far decollare, principalmente per una gestione commerciale che si sta allontanando troppo dalle buone pratiche di coltivazione tradizionali".


Gaetano Auteri, titolare della siciliana Auterfruit con il fratello Giancarlo Auteri responsabile commerciale dell'azienda.

"Dovremmo riportare in auge quell'esperienza che abbiamo ereditato da chi prima di noi coltivava questi terreni, in modo da garantirci discreti margini di guadagno, in autonomia rispetto alle logiche commerciali che oggi stanno mettendo in ginocchio il comparto agrumicolo siciliano". Così a FreshPlaza Giancarlo Auteri responsabile commerciale della siciliana Auterfruit con sede a Palagonia (CT)



"Non è una novità che un terzo degli alberi che producono arance rosse siciliane sia stato falcidiato dal virus della tristezza degli agrumi (CTV), o che abbiamo problemi legati al clima che non ci assiste tra gelate, siccità, temperature alte fuori la media stagionale, per non parlare del fallimento delle politiche regionali in materia di agricoltura, alla mancanza di programmazione della filiera e alla disgregazione del comparto. Ma non è solo questo. Molte responsabilità fanno capo proprio a noi produttori che, pur di stare sul mercato, svendiamo un prodotto dentro una morsa che prima o poi ci obbligherà a cambiare mestiere".



"Nei 6 ettari di proprietà dell'azienda - racconta Giancarlo - produciamo Tarocco Gallo, una varietà di agrume con buona produttività della pianta e una buona pezzatura dei frutti, molto apprezzato sul piano della commercializzazione e che già in fase di maturazione precoce associa una buona colorazione della polpa. Sarebbe tutto perfetto! eppure le cose non vanno come dovrebbero andare a causa - secondo il mio modesto parere - di una serie di fattori. In primis, tra i punti deboli, l'attuale calendario di commercializzazione che potrebbe essere ampio - per la vasta gamma di varietà dei prodotti e le ampie aree vocate di riferimento - e che invece riduce la commercializzazione del frutto a circa tre mesi, con parecchio prodotto sul mercato e prezzi che, per le naturali logiche della domanda/offerta, risultano drasticamente ridotti".



"Non vorrei essere nostalgico e ripercorrere momenti che mi riportano all'esperienza di chi, prima di noi, è riuscito a dare il giusto valore a questo frutto, unica fonte di sostentamento dell'economia locale.
Quindi mi limito a dire che, anche noi in azienda, sebbene cerchiamo di limitare i danni non riusciamo a valorizzare appieno la produzione.
La domanda è semplice: davvero riteniamo remunerativo o, meglio ancora, dignitoso, svendere questo prodotto e conferirlo ai mercati a pochi centesimi al chilo? Beh, noi come marchio abbiamo deciso che a queste condizioni non ci stiamo. Certo, noi lavoriamo in piccolo, ma questo tesoro della terra vogliamo salvaguardarlo nel migliore dei modi.
Come? L'arancio si potrebbe lavorare in un arco di tempo più vasto - indicativamente da ottobre a fine maggio - anche in considerazione di una media persistenza del frutto maturo sulla pianta. Oggi invece accade che le grandi imprese, per la fretta di commercializzarlo nei tre mesi di dicembre, gennaio febbraio contribuiscono a far perdere al frutto quote di mercato che diversamente si potrebbero conquistare con una commercializzazione più dosata e scaglionata razionalmente nei mesi".



"Quest'anno - sottolinea Giancarlo - stiamo rischiando di finire tutto il prodotto per fare una corsa di pochi mesi in cui a perderci sono solo i produttori costretti a svendere il prodotto a prezzi che non dovrebbero esistere, con pagamenti anche a 90 giorni, che non ci ripagano nemmeno dei sacrifici di un lavoro molto faticoso. La realtà è che siamo parte di un sistema che ci impone questo tipo di andamento, mentre in passato le cose andavano diversamente. Il Tarocco Gallo è una varietà pregiata dell'arancia Tarocco, credo sia l'agrume per antonomasia tra le arance a polpa pigmentata con una produttività elevata. Nel nostro stabilimento di 300 mq lavoriamo il frutto con un metodo molto tradizionale, così come ci hanno tramandato i nostri padri a partire dai metodi di raccolta, lavorazione e conservazione con le giuste temperature. Ciò garantisce il prodotto nella fase della commercializzazione; con particolari attenzioni, si ottiene una shelf life di 10-12 giorni".



"Commercializziamo il prodotto in Italia - conclude Giancarlo - in particolare nei mercati di Milano e in tutta la Lombardia e presso il nostro punto vendita a Bovisio Masciago (MB). Un altro canale è quello della vendita e-commerce, che si sta rivelando strategico perché cresce sempre più fino a rappresentare il 50% del nostro fatturato. Una grande opportunità per tutti, perché garantisce al cliente un contatto diretto con il produttore oltre che la bontà del prodotto appena raccolto, la tracciabilità di filiera e un giusto prezzo anche per noi produttori".

"Vorrei concludere sottolineando che se ancora riusciamo a stare sul mercato - con una campagna commerciale discreta - è perché abbiamo clienti stabili che ci garantiscono prezzi dignitosi per poter continuare con l'attività. Diversamente, se il nostro lavoro deve essere solo una remissione, preferiamo non raccoglierle le arance e resistere alla logica dei prezzi al ribasso. Non possiamo raccogliere prodotto rimettendoci in fatica, manodopera e dignità".

Contatti:
Azienda Agricola Auterfruit di Auteri Gaetano

Via Cesare Battisti, 32 Palagonia (CT)
Cell.: 347 726 3612
Email: info@aranceauterfruit.com
Web: www.aranceauterfruit.com

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