Ieri incontro a Palermo: si e' parlato anche di incentivare l'uso di spremiagrumi automatici

Agrumi: servono piu' controlli fitosanitari per i prodotti importati

Maggiori barriere fitosanitarie per i prodotti importati: è questa una delle richieste avanzate, il 4 gennaio 2018 a Palermo, da una delegazione del Distretto Agrumi di Sicilia all'assessore all'Agricoltura della Regione Sicilia, Edy Bandiera, al quale è stato lasciato un documento riepilogativo sulle azioni che si ritengono necessarie a sostenere il comparto.



Fra le altre richieste vi sono: fare valere la condizione di insularità, attivarsi per un decreto sulla tracciabilità in etichetta del prodotto trasformato, spingere politicamente per un Piano nazionale di settore in cui la Sicilia sia capofila, una maggiore formazione alla cooperazione, un piano di comunicazione istituzionale per sostenere le produzioni di eccellenza e in generale la creazione di un marchio di Qualità Sicura Sicilia per le produzioni che non rientrano nelle Dop e Igp.



"Ringraziamo l'assessore Bandiera per la sollecita risposta alla nostra richiesta di incontro inoltrata poco prima delle festività natalizie – afferma Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia - Oggi abbiamo esposto i tanti problemi che attanagliano il comparto, dai danni causati dalla siccità a quelli dovuti al Tristeza Virus e al Mal Secco sino ai prezzi troppo bassi pagati ai produttori e abbiamo proposto soluzioni e interventi che, con l'auto della Regione, si potrebbero subito mettere in cantiere, chiedendo anche un supporto su politiche strutturali di più lungo periodo per le quali occorre fare pressione a livello nazionale e comunitario. Non c'è tempo da perdere, bisogna muoversi in fretta".


Un'immagine dell'incontro a Palermo del 4/01/2018 (foto fornita da Ufficio stampa Distretto agrumi Sicilia)

La delegazione del Distretto, oltre al presidente Argentati, era composta dagli associati Giuseppe Pasciuta, presidente del Consorzio di tutela dell'Arancia di Ribera Dop; Fabio Moschella, presidente del Consorzio di tutela Limone di Siracusa Igp; Giovanni Selvaggi, presidente del Consorzio di tutela dell'Arancia Rossa di Sicilia Igp; Attilio Interdonato, presidente del Consorzio di tutela del limone Interdonato Igp; Giovanni D'Agati, presidente del Consorzio il Tardivo di Ciaculli; Gateano Mancini, presidente di Confcooperatve Sicilia; Giuseppe Di Silvestro, presidente CIA Sicilia Orientale; Renato Maugeri, presidente dell'Associazione Limone dell'Etna; gli imprenditori Ivan Mazzamuto (Op Agrisicilia), Salvatore Imbesi (Agrumigel e Ortogel), Salvatore Pannitteri (Op Rosaria), Enzo Leonardi (Op Red Cop), Vincenzo Sisinna (produttore).



In merito alle azioni in emergenza e di diretta competenza dell'Assessorato siciliano, la delegazione del Distretto ha consegnato un documento in cui si fa presente la necessità di un intervento rapido ed efficace soprattutto nelle zone (arancia rossa) in cui la produzione è rappresentata, almeno per il 60 percento, da prodotto con calibro medio-piccolo, poco appetibile sul mercato del fresco (GDO), che registra prezzi in campagna spesso inadeguati e che è d'altra parte viene pagato molto poco anche dalla trasformazione industriale.

Dunque, investire nell'immediato fondi regionali per la comunicazione delle produzioni DOP IGP e biologico al consumo sia fresco sia trasformato con l'organizzazione di una campagna istituzionale sui media e su web con tecniche di marketing territoriale e Turismo relazionale integrato; velocizzare l'iter amministrativo per l'approvazione dei progetti di comunicazione e marketing di riferimento del bando 3.2; incentivare l'uso di spremiagrumi automatiche nelle scuole, negli ospedali, nella GDO, così da incrementare l'impiego di agrumi di piccola e media pezzatura.

All'assessore è stato chiesto anche di supportare gli Accordi di filiera quadro siglati dalle Organizzazioni di Categoria, dal Distretto Agrumi e dall'Assessorato con aggiunta di contratti tra privati tra le parti (soprattutto tra OP e trasformazione industriale) in grado di individuare quantità, qualità e prezzi del prodotto oggetto dell'accordo e che siano sostenuti dall'Amministrazione attraverso l'attivazione dell'art. 82 che limita gli aiuti pubblici o altri interventi regionali al rispetto dell'accordo di cui sopra.

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