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In marzo e aprile i migliori momenti di intervento

Maculatura del pero: valutazioni del pirodiserbo come metodo di lotta

Nel triennio 2019 - 2021 sono state eseguite diverse prove di lotta alla maculatura bruna del pero. "La tecnica del pirodiserbo è ormai consolidata da diversi anni - afferma Marco Mingozzi della ditta Officine Mingozzi - Dal punto di vista ecologico, tale tecnica risulta essere caratterizzata da un impatto ambientale del tutto trascurabile poiché il GPL, bruciando, forma esclusivamente vapore d'acqua e anidride carbonica, la fiamma risulta trasparente ed esente da qualsiasi fenomeno di rilascio di fumi. Si può quindi investire direttamente con la fiamma qualsiasi tipo di pavimentazione o rivestimento, che non sia soggetto a basse temperature di combustione, senza alterarne nemmeno il colore".

Il riscaldamento, determinato dal rapido passaggio dei bruciatori, dagli strati sottostanti a quello superficiale, porta a una temperatura che in genere non supera i 50-60° C, e che possiamo facilmente riscontrare anche nelle ore più calde della stagione estiva. Sono pertanto trascurabili i danni a carico della microflora e dei microrganismi del terreno; inesistenti sono i rischi per gli operatori e del tutto nullo il rilascio di residui tossici nell'ambiente.

A destra Marco Mingozzi

Il pirodiserbo è risultato efficace contro l'Alternaria del pero e, in primavera, sarà il periodo adatto per intervenire nei filari. "Le spore di Stemphylium vesicarium, agente che provoca la maculatura, danneggiano l'epidermide della pera; su queste lesioni i miceti opportunisti, come Alternaria, si insediano. Per questo occorre andare alla radice ed eliminare lo Stemphylium che si trova nelle malerbe. Grazie al pirodiserbo, in alcune aziende (cfr. Freshplaza del 28/11/2019) il danno è stato minimo rispetto al testimone e agli altri ettari diserbati con sistemi più tradizionali". 

A seconda delle condizioni climatiche e della pressione della malattia si può intervenire secondo le seguenti modalità:
1) Intervento autunnale, a fine caduta delle foglie, con l’obiettivo di iniziare la riduzione delle spore presenti a terra.

2) In alternativa, si può procedere al primo trattamento alla fine dell’inverno. Tale intervento è da eseguirsi entro la metà del mese di marzo. Il trattamento deve essere eseguito quando l’erba tagliata ha perso una buona parte della sua umidità, in maniera da velocizzare l’intervento con la fiamma. 

3) Secondo trattamento da eseguirsi in primavera, a circa 20 giorni dal primo, ma entro la metà del mese di aprile. Questa operazione deve portare in leggera combustione le erbe infestanti presenti all’interno delle file come prodotto sfalciato. L’effetto risulta favorito dalla presenza dello strato superficiale disidratato creato dal passaggio precedente e che viene utilizzato come combustibile.

Modalità operative dell’intervento: effettuare possibilmente l’intervento nelle ore più calde della giornata. In questo caso, l’intervento deve essere eseguito con la medesima rilevanza sia sul cotico erboso all’interno delle file sia sulle file.

Per maggiori informazioni:
Officine Mingozzi
Via Val d'Albero 25/B
Ferrara
info@pirodiserbo.it
www.pirodiserbo.it


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