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Ordini in stand-by per il momento

Proteste in Perù: anche in Italia si attende di capire come evolverà la situazione

Le azioni di protesta, in corso da mesi in Perù, si sono intensificate drammaticamente mercoledì 7 dicembre, dopo l'impeachment e l'arresto dell'ex presidente Pedro Castillo. Di fronte a un preoccupante scenario politico-sociale, la neopresidente Dina Boluarte ha rivolto numerosi appelli alla calma e al dialogo sociale, offrendo anche la possibilità di anticipare al 2024 le elezioni generali, in programma nel 2026. Ma questo non è servito a placare gli animi: si chiedono le dimissioni della stessa Boluarte, lo scioglimento del Parlamento e la realizzazione immediata delle consultazioni elettorali.

Le violente proteste in corso nel Paese, che hanno portato all'assalto dell'aeroporto di Arequipa, la seconda città del Perù, alla cancellazione dei voli, al blocco delle strade e alla morte di almeno 7 persone e decine di feriti - dati al 14 dicembre 2022, ndr - stanno iniziando ad avere un impatto sulla raccolta, il confezionamento e il trasporto di importanti colture da esportazione, come i mirtilli e l'uva da tavola.


(Foto: tgcom24.mediaset.it)

In una nota urgente, l'Associazione delle Corporazioni dei Produttori Agrari del Perù (AGAP) ha dichiarato: "Cinque giorni di caos, morti e blocchi stradali nel centro, nel nord e nel sud del Paese hanno impedito la libera circolazione di merci e persone, danneggiando gravemente il settore agricolo e impedendo ai lavoratori di recarsi sul posto di lavoro. I prodotti agricoli sono deperibili e da essi dipende l'alimentazione della popolazione e il sostentamento di milioni di agricoltori e lavoratori. Le perdite economiche sono pesanti in tutta la catena di produzione, composta per la maggior parte da piccole imprese familiari e agricoltori singoli".

"Chiediamo che il governo adempia alle sue responsabilità nei confronti del Paese, sostenendo lo stato di diritto e l'ordine pubblico - ha continuato AGAP - Chiediamo che venga dichiarato lo stato di emergenza, oltre che ad Apurímac, anche ad Arequipa, Ica, La Libertad, tra le altre regioni, dando protezione alla cittadinanza, ai beni pubblici e privati, e ripristinando immediatamente il libero transito sulle strade".


(Foto: AGAP)

Un produttore di mirtilli di Virú descrive la situazione sul campo e le conseguenze negative che sta avendo sulla produzione: "A Virú, le strade sono bloccate. I lavoratori hanno difficoltà a raggiungere le aziende agricole, i raccoglitori non possono recarsi nei campi a raccogliere i mirtilli. Questa settimana ridurremo i volumi e solo il 25% circa sarà imballato, a causa della mancanza di manodopera. L'intero settore è colpito, non ci sono camion che vengono a prendere il raccolto o che lo portano via. Anche l'imballaggio è praticamente fermo, perché tutti i lavoratori sono colpiti. È iniziato tutto lunedì, quando quasi nessuno è riuscito a raggiungere le aziende agricole. Martedì, solo il 50% dei lavoratori è riuscito a raggiungerle, utilizzando altre strade. E' stato pagato il pedaggio ai manifestanti per evitare i blocchi stradali".

"Ci sono altri disordini nel sud del Perù, a Ica e in altre zone. Se continua così, questa settimana le esportazioni saranno fortemente penalizzate. Non credo che durerà ancora a lungo. Il governo se ne occuperà, perché c'è una grande parte del Perù che vuole lavorare. Sanno che ci sono persone con investimenti. Così come le persone dei villaggi che vogliono davvero progredire e lavorare sodo. Non sono favorevoli a questa situazione, che toglie reddito", dice il produttore.

Un altro produttore spiega: "Ci sono alcune piccole proteste nel nord, ma non hanno molto sostegno da parte della popolazione. Non abbiamo ancora avuto effetti sulle nostre attività agricole. So che la situazione è peggiore al sud".

La testimonianza di due operatori italiani
FreshPlaza ha raccolto la testimonianza di due operatori italiani che hanno rapporti commerciali con il Paese.

"Problemi fino ad oggi non ce ne sono, le spedizioni previste sono arrivate. Le prime problematiche cominceranno a evidenziarsi in settimana, sui nuovi ordini di frutta esotica - racconta un grossista del nord Italia - La questione non è rimasta a livello politico, ma è il popolo in rivolta. Ci è stato consigliato di mettere in stand-by gli ordinativi per il momento. Non si sa infatti per quanto tempo le proteste continueranno. Restiamo quindi in attesa di nuove comunicazioni".

Il grossista sottolinea, inoltre, che "in un momento di consumi ridotti come quello attuale, tale attesa dal Perù potrebbe paradossalmente risultare benefica". Quest'anno, infatti, non si prevede alcun miracolo di Natale. "Dalla metà di novembre non è cambiato alcunché sul mercato dell'esotico, anzi forse la situazione è addirittura peggiorata per articoli quali lime e mango spediti per via aerea".

Piero Recchia, responsabile vendite per l’Italia della società peruviana Virú S.A, produttrice di conserve vegetali e ortaggi sia per il mercato del fresco sia per il segmento della III gamma, sostiene invece: "Lunedì ero in aeroporto a Lima per rientrare in Italia, e la situazione era ancora sotto controllo. Se i manifestanti cominceranno a effettuare blocchi in maniera massiccia, potrebbero verificarsi problemi anche per il settore agricolo. Per il momento, non sarei allarmista. Bisogna però monitorare la situazione. Come Gruppo, abbiamo sei stabilimenti sparsi per il Perù e non registriamo disagi, al momento. In Perù, negli ultimi 5 anni, si sono succeduti sei Presidenti. Ciononostante, l'economia del Paese sta bene". 

Scambi commerciali Perù-Italia
Secondo infomercatiesteri.it, l'Italia si colloca al 16° posto tra i clienti del Perù e al 4° tra le destinazioni comunitarie dopo Paesi Bassi, Spagna e Germania. E', inoltre, il 14° Paese fornitore e il 3° comunitario, dopo Germania e Spagna. 

Elaborazioni Ambasciata d’Italia su dati Agenzia ICE di fonte ISTAT (Fonte: infomercatiesteri.it)

Nel 2021, l'Italia ha importato 67,55 milioni di euro di prodotti agricoli, ittici e della silvicoltura. Per quanto concerne l'export di prodotti alimentari italiani in Perù, nel 2021 si sono registrati 12,74 milioni di euro di scambi.


Elaborazioni Ambasciata d’Italia su dati Agenzia ICE di fonte ISTAT (Fonte: infomercatiesteri.it)


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