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Filinara Farm della provincia di Fermo produce fragole da aprile a dicembre

Anche per una piccola azienda il partner commerciale può essere la scelta vincente

Volge al termine la raccolta di fragole presso l'azienda agricola Filinara Farm di Barbara Camilli una piccola realtà della regione Marche, nella valle del fiume Aso, che produce esclusivamente fragole. La raccolta 2022 è iniziata l'11 aprile con le varietà precoci sotto serra chiusa, per poi continuare a maggio nei tunnel veronesi e, successivamente, da fine maggio al 7 luglio nell'impianto fuori suolo coperto da rete ombreggiante e antipioggia, ma completamente aperto ai lati, così da mantenere fresca la temperatura.

"A luglio - spiega Barbara Camilli - le altissime temperature registrate nel 2022 non ci hanno permesso di proseguire oltre. Poi la raccolta è ripresa il 24 settembre ed è proseguita a ritmo incessante fino al 20 novembre, per poi procedere con raccolte due volte a settimana fino al 3 dicembre. La minima del 2 dicembre è stata di 2 gradi e il prodotto rimanente fatica a maturare; chiuderemo la raccolta intorno al 10 dicembre".

Alla fine di ogni stagione produttiva, è tempo di tirare le somme e valutare se sia possibile migliorare in termini di riduzione dei costi ma soprattutto come aumentare, nella fase post raccolta, l'efficienza aziendale.

"La premessa della situazione demografica ti aiuta a capire i nostri problemi logistici e di mercato, perché è vero che siamo una piccola realtà produttiva (20 tonnellate a primavera e 4 tonnellate in autunno) ma, mentre a maggio e giugno tutti mangiano fragole, da settembre a novembre avevamo la necessità di stare vicini ai nostri clienti fidelizzati, ma senza spendere una follia con la vendita a domicilio o portando 2/3 cassette al giorno nei negozi dei maggiori centri cittadini".

E continua: "Siamo partiti nel 2021 da un mercato frammentato, fatto da decine di negozi, da ordini all'ultimo secondo, con orari di consegna improponibili e un dispendio di energie e costi di trasporto. Ora invece siamo arrivati ad avere due clienti che si occupano della commercializzazione del 90% del prodotto".

Uno è il gruppo Gabrielli SpA di Ascoli Piceno e, con loro, siamo riusciti a programmare i colli giornalieri necessari per i loro punti vendita delle province di Ascoli Piceno e Fermo. L'altro è il gruppo Ortenzi srl, titolare del marchio Oro della Terra, che rifornisce giornalmente di frutta e verdura centinaia di negozi al dettaglio nelle Marche e in Umbria.

"Siccome la nostra realtà e il nostro marchio sono molto conosciuti in questo areale, grazie alla distribuzione puntiforme e costante il consumatore le ha trovate ovunque e, quando ci chiamavano per sapere se facevamo anche vendita a domicilio, li abbiamo indirizzati nel punto vendita più vicino a loro".

Questo ci ha permesso di aumentare i volumi e i consumi: negli anni passati, qualche bancale in esubero veniva mandato ai mercati generali, con vaschetta anonima naturalmente, mentre quest'anno non abbiamo venduto un solo chilogrammo senza il nostro marchio stampato sopra e questo ci ha rafforzato dal punto di vista commerciale perché, comunque, la fragola raccolta fresca e subito consumata offre un valore aggiunto".

Questo diverso approccio commerciale ha permesso di comprimere le spese ma soprattutto la fase di produzione e la raccolta hanno avuto dei vantaggi enormi attraverso l'ottimizzazione della manodopera e la programmazione degli orari.

I benefici si sono visti in maniera più importante proprio nel "fuori stagione" cioè in questi mesi autunnali: la richiesta è raddoppiata e anche se è entrato in produzione il nuovo impianto fuori suolo multi piano (costruito a luglio 2022), la nostra offerta è risultata inferiore alla richiesta.

Abbiamo notato inoltre che i giovani non seguono più i vecchi stereotipi di stagionalità e i consumi di fragole autunnali sono aumentati in maniera esponenziale anche nella nostra regione, grazie all'inserimento di questo frutto in molte diete.

"Quello che intendo spiegare - conclude Barbara Camilli - è che non necessariamente le micro aziende agricole per sopravvivere hanno come unico sbocco commerciale la vendita diretta/domicilio/mercatini rionali perché spesso quel sistema è talmente poco efficiente che il valore della filiera viene riassorbito dai costi enormi di tempo e logistici che quel sistema ha e permette con più difficolta all'azienda di crescere. Tra l'altro, le nuove generazioni non vanno ai mercati rionali: quindi è uno sbocco commerciale che con gli anni, secondo noi, è destinato a diminuire".

Per maggiori informazioni
Filinara Farm
Via Abbadia, 127 – 63825
Monterubbiano (FM) |
info@filinara.com 
www.filinarafarm.com 


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