I dati di GfK Consumer Panel

I pomodori vengono acquistati dall'89% delle famiglie italiane

Che i pomodori, in tutte le sue forme, siano un frutto della terra fra i più i graditi dagli acquirenti italiani è ormai cosa nota. Questo prodotto viene utilizzato praticamente 365 giorni l'anno sia fresco che conservato, sia crudo che cotto. Alcuni appassionati ne fanno anche marmellata dolce.

Secondo l'osservatorio GfK Consumer Panel che rileva gli acquisti di prodotti di largo consumo in un campione di 15.000 famiglie, per l'utilizzo domestico, sono oltre 22,800 milioni le famiglie che hanno comprato pomodori negli ultimi 12 mesi terminanti a settembre 2022 almeno una volta, questo significa l'89% delle famiglie sul territorio italiano.

Questo dato di penetrazione è in contrazione confronto gli ultimi due periodi precedenti: 89,4% nei dodici mesi terminanti a settembre 2020 e 89,2% per identico periodo 2021.

All'interno di questo mercato le tendenze di penetrazione sono diametralmente opposte se si analizzano i pomodori a peso fisso e quelli a peso variabile. Nel peso variabile la penetrazione scende passando da oltre 76% dell'anno terminante a settembre 2020 a quasi 73% negli ultimi dodici mesi, nel peso fisso si passa da quasi 69% a quasi 72% negli stessi periodi.

Anche in termini di frequenza di acquisto i trend sono opposti per il peso fisso e quello variabile. Se i pomodori a peso imposto, che normalmente includono le varietà di maggior valore, conquistano oltre un punto percentuale di penetrazione, i pomodori a peso variabile ne perdono uno e mezzo. In realtà questo fenomeno è comune a moltissimi prodotti di largo consumo, un mercato dove ad esempio la crescita della IV gamma era stata interessante fino a qualche mese fa.

La spesa media per atto è in crescita passando da circa 2,00 euro a oltre 2,3 euro. Prendendo in esame le categorie bio e non-bio e confrontando l'anno terminante a settembre 2022 con i dodici mesi precedenti, possiamo dire che l'aumento di spesa riguarda il prodotto a coltivazione standard. I pomodori non-bio passano infatti da quasi 1,90 euro a oltre 2,20 euro mentre i pomodori a coltivazione biologica restano tendenzialmente stabili.

Nella categoria a peso imposto, come si diceva prima, troviamo soprattutto le varietà più preziose come il ciliegino acquistato almeno una volta negli dodici mesi da circa il 53% delle famiglie, il Piccadilly da quasi il 40%, il datterino da oltre il 36% e guadagnando così quasi quattro punti percentuali.

Tra i pomodori a peso variabile troviamo quelli comuni con quasi il 70% di penetrazione, in calo confronto i periodi precedenti, il Pachino, il San Marzano e il Sarnese Nocerino con valori molto più bassi.

Sui canali nessuna sorpresa all'interno del mondo ortofrutticolo: il più rilevante è il supermercato con quasi il 67% di penetrazione. Seguono discount e ipermercati in leggera crescita. Interessante l'e-commerce che comunque guadagna oltre un punto percentuale in ventiquattro mesi.

Autore: Daniela Mastropasqua

Per maggiori informazioni:
Daniela Mastropasqua
Business Development Manager | Consumer Panel & Services
GfK | Italia
+39 335 185 3430
daniela.mastropasqua@gfk.com


Data di pubblicazione:



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