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Agrumi: analisi import-export dell'Italia, avvio di mercato ed export dei Paesi concorrenti

Le esportazioni italiane del comparto agrumi, nelle ultime cinque campagne commerciali, mediamente si sono collocate su circa 220.000 tonnellate; durante la stagione 2021/22 le spedizioni sono state inferiori, le più contenute degli ultimi 5 anni, pari a circa 184.000 tonnellate, a causa di una produttività più bassa che ha comportato un minore export, -19% rispetto alla campagna precedente. Il valore denota un calo di otto punti percentuali sul 2020/21 con circa 213 milioni di euro, mentre il prezzo medio sale del +14% e con 1,16 €/Kg, si colloca come il più alto delle ultime cinque campagne commerciali.

I quantitativi destinati in Unione Europea sono quelli che hanno dettato il calo medio rispetto all'anno precedente, assorbendo l'85% dell'export italiano di agrumi. Il nostro principale mercato di sbocco è stato, come consuetudine, la Germania (26% del totale esportato) che nel periodo 2021/22 ha assorbito 47.400 tonnellate, volumi inferiori di oltre il 20% sulla precedente campagna. Con distacco troviamo i quantitativi inviati in Francia, quasi 25.000 tonnellate contro le circa 30.000 del periodo 2020/21 ed una variazione negativa del 17%.

Al terzo posto, all'interno di questa macro area, si colloca l'Austria con appena 19.000 tonnellate, in flessione del 12% sulla campagna commerciale antecedente. A seguire le esportazioni verso la Polonia al 4% del totale con 8.000 tonnellate, in deciso calo sulla stagione scorsa (-44%). Al di fuori della comunità europea circa il 20% degli agrumi italiani sono stati inviati verso i paesi dell'Europa Extra UE, con un quantitativo di quasi 37.000 tonnellate, in calo del 16% se paragonati con la precedente campagna; il primo paese di destinazione è la vicina Svizzera che in quest'ultima stagione ha assorbito il 12% del totale con oltre 22.000 tonnellate; il 14% in meno rispetto alla stagione 2020/21. 

Le importazioni di agrumi sono più consistenti delle esportazioni ed in media si aggirano su circa 440.000 tonnellate l'anno (periodo di riferimento 2017-2021); durante l'annata 2021 anche gli ingressi di merce estera hanno visto un ridimensionamento rispetto al recente passato con un quantitativo di 350.000 tonnellate (-30% sul 2020). Il valore, con poco oltre i 300 milioni di euro, scende di 31 punti percentuali sul 2020, il prezzo medio cala dell'1% rispetto a quello dello scorso anno e con 0,88 €/Kg si posiziona in media con l'ultimo quinquennio.

La maggior parte di prodotto estero, mediamente pari a 300.000 tonnellate, in arrivo in Italia proviene dai Paesi dell'Unione Europea, ma nel 2021 i volumi in arrivo sono scesi a 220.000 tonnellate. Il principale fornitore è la Spagna, da cui, il nostro paese ha assorbito 157.000 tonnellate nel 2021, in calo del 38% se paragonato con la campagna 2020. A seguire, con deciso distacco, troviamo le importazioni triangolate che arrivano dai Paesi Bassi, con volumi che crescono dell'8% rispetto a quelli arrivati l'annata precedente.

Altre importazioni provengono dai Paesi africani, oltre 90.000 tonnellate nel 2021, in crescita rispetto alla media degli anni precedenti, ma più contenute rispetto al 2020. Il primo fornitore in questo caso rimane il Sudafrica che segna un +16% sul 2020; in decisa diminuzione gli arrivi dall'Egitto con quasi 13.000 tonnellate.

Le importazioni dal Sud America nel 2021 confermano il trend in calo con un import di soli 31.600 tonnellate ed una rappresentatività al 9%: mediamente da questo areale giungono poco più di 38.000 tonnellate di agrumi l'anno, i volumi arrivati nel 2021 sono diminuiti del 6% rispetto alla stagione precedente. L'Argentina occupa la prima posizione al 6% del complesso (anno 2021) con quantitativi in arrivo diminuiti del 3% sul 2020 con 21.500 tonnellate; con distacco, a seguire i volumi in arrivo dall'Uruguay al 2% del totale, maggiori del 31% sull'annata precedente.

Il nostro principale competitor è la Spagna poiché all'anno mediamente esporta quasi 3 milioni di tonnellate di agrumi (media ultimo triennio); durante l'annata 2021 le esportazioni complessive di questo paese sono state più basse del 7% rispetto al più generoso 2020 ma comunque sostenute rispetto al recente passato.

La Germania è la principale destinazione al quale nell'ultimo triennio sono state avviate quasi 800.000 tonnellate di agrumi spagnoli, anche se nel 2021 si è avuta una battuta d'arresto. La Francia è la seconda destinazione in ordine di importanza con oltre 600.000 tonnellate (media 2019-2021) e nel 2021 le spedizioni sono state stabili. Salgono al terzo posto le movimentazioni verso il Regno Unito con oltre 250.000 tonnellate nel 2021 contro una media di circa 240.000 tonnellate all'anno. Circa 238.000 tonnellate sono avviate anche verso i Paesi Bassi, -12% sull'annata precedente. A seguire le movimentazioni verso la Polonia che nel 2021 chiude con una flessione del 14% sul 2020. 

Attualmente in Italia la stagione commerciale è iniziata da poco e risulta in ritardo così com'è stato per la scorsa campagna a causa di un clima caldo e temperature miti che si sono protratte per tutto il mese di ottobre. Queste condizioni hanno rallentato la maturazione e la colorazione di clementine e arance che appaiono ancora con venature chiare, nonostante ciò le condizioni del grado Brix e dell'acidità sono ottimali, in particolar modo il clementino comune si presenta buono da mangiare e molto dolce.

Le raccolte sono iniziate in linea con la passata annualità ma con produzioni più scarse un po' per tutte le referenze ma in particolar modo per l'arancia Navel; i calibri, invece, sono mediamente superiori poiché ci sono meno frutti pendenti sulle piante. Dal punto di vista commerciale le condizioni economiche delle prime battute appaiono discrete e la campagna è partita con prezzi migliori della passata stagione commerciale.

Fonte: CSO Italy per FreshPlaza.IT


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