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Il commento del presidente Apeo

Il senso del concetto di sovranità alimentare nel pensiero degli imprenditori ortofrutticoli

Con l'avvio della nuova settimana (la 43esima del 2022), le attività imprenditoriali riprendono a pieno ritmo e i commenti e le critiche da parte dei protagonisti del settore agricolo rispetto alla scelta del nuovo Governo Meloni di cambiare nome al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali si spostano dai social, agli uffici, ai magazzini, fino ai campi. Il termine sovranità alimentare non convince tutti, ma c'è chi la pensa diversamente, come Giacomo Suglia, presidente di Apeo e Vicepresidente di Fruitimprese, l’associazione nazionale degli operatori internazionali del settore ortofrutticolo. 

"Ho sempre sostenuto che l'agroalimentare italiano fosse il fiore all'occhiello del nostro Paese, non solo in Europa, ma nel mondo intero. Negli anni addietro, però, non è stato fatto abbastanza per rafforzare il settore primario, specie quello ortofrutticolo, il quale al momento sta affrontando una crisi notevole, a causa dei rincari energetici e dell'incertezza generalizzata", spiega Suglia.

Giacomo Suglia, presidente Apeo (Associazione Produttori Esportatori Ortofrutticoli).

"L'Italia è il primo Stato membro con il maggior numero di marchi di protezione e valorizzazione. Una nazione che vanta regole rigide e restrittive per l'uso dei fitofarmaci e per il rispetto etico e ambientale. Nel termine sovranità alimentare vedo soltanto un modo per proteggere, valorizzare e promuovere le nostre produzioni. Non, dunque, una strategia per chiudersi al mondo. Il neo Governo, seppur di stampo conservatore, sa bene che questo non è più possibile. Evitiamo i pregiudizi e lasciamo che ognuno faccia il suo lavoro".

Nel 2008, in occasione dell'International Assessment of Agricultural Science and Technology for Development (Iaastd) è stata coniata la definizione di sovranità alimentare come "Il diritto dei popoli e degli Stati sovrani a determinare democraticamente le proprie politiche agricole e alimentari".

"Il fenomeno della globalizzazione - riprende Suglia - ha generato aspetti positivi, poiché ha favorito creatività, innovazione e competitività. Con il tempo, però, si è andato preferendo ciò che costa meno, pur a scapito dell'ambiente, rispetto alla qualità e genuinità della merce agricola. L'Italia, sotto questo punto di vista, non risulta molto competitiva, in quanto ha costi fiscali, previdenziali, energetici e dei prodotti petroliferi tra i più alti in Europa".

Per concludere, il presidente Suglia, augura buon lavoro al nuovo Governo. "Come associazione Produttori Esportatori Ortofrutticoli rivolgiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro al governo appena insediato, e in particolar modo al neo ministro Lollobrigida. Rimaniamo disponibili per confronti costruttivi in un momento storico difficile e di grandi cambiamenti".


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