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Intervista a Oscar Farinetti, il fondatore di Eataly

Gli italiani sono in testa nel produrre ma non si sanno "raccontare"

Quanto è importante comunicare le produzioni agricole italiane? Tantissimo, ma siamo ancora molto indietro nel farlo: è quanto emerso nel corso dell'inaugurazione di un impianto robotizzato presso una nota azienda siciliana, lo scorso mese. La presenza come ospite d'onore di Oscar Farinetti, scrittore e noto imprenditore impegnato nell'agroalimentare italiano, ci ha dato l'occasione di carpire le sue capacità comunicative e di capire anche, al contempo, come riesce a coniugarle al meglio per raccontare al mondo i prodotti agroalimentari.

Oscar Farinetti

Le proprietà organolettiche dei prodotti hanno spesso caratteristiche uniche, grazie a condizioni pedoclimatiche che non sono ripetibili in altre aree geografiche, eppure spesso non riusciamo a farle comprendere ai consumatori che ancora orientano i loro acquisti prevalentemente sulla base del prezzo.

Nell'occasione, abbiamo chiesto direttamente al fondatore di Eataly di spiegarci come secondo lui comunicare meglio l'ortofrutta made in Italy: "Un fatto, se non viene raccontato, non esiste, e lo stesso vale per un prodotto della terra. Dobbiamo raccontare i fatti e, nel farlo, possiamo scegliere diversi modi, finanche attraverso la poesia. Meglio ancora se nella nostra narrazione riusciamo a trasferire anche un po' di emozioni".

Farinetti pianta un ulivo nel bioparco dell'azienda "Frantoi Cutrera" di Chiaramonte Gulfi (RG).

"Noi italiani siamo bravissimi nella manifattura, dal cibo agli abiti, alla motoristica, ai mobili etc. - ha proseguito l'imprenditore - In questi e altri settori siamo i numero uno al mondo, ma poi spesso non sappiamo raccontare quel che facciamo e come lo facciamo. Dobbiamo imparare a raccontare i nostri prodotti perché se ne possa moltiplicare il valore. Perché? Per pagare meglio la filiera, dalla produzione in poi. Per fare questo, dobbiamo partire dalle regioni, da Nord a Sud, raccontando i territori e le loro meraviglie".

Abbiamo chiesto a Farinetti come vede il futuro del comparto e di farci un esempio su come raccontare e promuovere l'ortofrutta italiana: vediamo nel seguente video come ci ha risposto.

Videointervista a Oscar Farinetti

"Il futuro è nel mondo, il futuro è nel packaging, il futuro è nella chimica!" Frutta e verdura bisogna farla, secondo Farinetti, solo bio. Le confezioni, ecco il compito della chimica, dovrebbero essere biodegradabili e conservanti. L'idea sostanzialmente è di aggredire i mercati ricchi, perché possano apprezzare e pagare il valore aggiunto della qualità delle eccellenze ortofrutticole italiane. Farinetti fa l'esempio potenziale di 4 arance siciliane, esposte in uno store di New York, la cui confezione riporti non solo una scheda sui contenuti salutistici, ma che dia al consumatore anche un'idea dell'utilizzo delle stesse in cucina. Infine il claim che tocca la sensibilità di chi compra, fornendo un motivo in più per acquistarle, entrando nella sua sfera privata, come ad esempio un invito a cena.


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