Progetto GeCO2 per i crediti di carbonio

Il mondo agricolo migliora l'ambiente e riduce l'inquinamento

"Con il progetto GeCO2 è stato dimostrato che il mondo agricolo può "creare" e vendere crediti di carbonio. Il comparto frutticolo, in particolare, ha le carte in regola per essere visto come salutare per l'ambiente e non penalizzante, come invece parte dell'opinione pubblica, sbagliando, ritiene". Lo afferma Cristian Maretti, presidente nazionale di Legacoop agroalimentare e partner del progetto.

Nel progetto GECO2 sono state coinvolte 160 aziende agricole che hanno condotto i propri frutteti e vigneti secondo protocolli prestabiliti. Nulla di eccezionale, ma l'applicazione di pratiche agronomiche che portano a sequestrare anidride carbonica, contribuendo così a un bilancio positivo fra emissione e assorbimento, a favore dell'assorbimento. In media, le imprese hanno sequestrato oltre 2,5 tonnellate di CO2 a ettaro, con punte di 7. Un credito di CO2 è pari a 1 tonnellata di CO2 equivalente.

Le 160 imprese che hanno aderito, scelte fra oltre 300 contattate, sono dislocate in 7 regioni: Emilia Romagna, Marche, Molise, Puglia e in Croazia. GECO2 ha costruito da zero un mercato volontario di crediti di carbonio funzionante, creando gli strumenti informatici di calcolo e la piattaforma online di incrocio tra domanda e offerta.

"Tale progetto - continua Maretti - ha quindi dimostrato che il mondo agricolo può contribuire a migliorare il clima del pianeta, assorbendo più CO2 di quella che emette". Nel bilancio sono state inserite anche tutte le emissioni a monte, nel caso si usassero concimi di sintesi e antiparassitari, ad esempio".

GECO2, finanziato dal programma Interreg dell’Unione Europea, è partito nel 2019 e ha visto la collaborazione tra otto partner delle regioni adriatiche di Italia e Croazia: Arpae Emilia-Romagna, Legacoop Romagna, le Regioni Marche e Molise, l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, Rera sd per il coordinamento e lo sviluppo della Provincia di Spalato Dalmazia, Agrra-Zara e la Regione di Dubrovnik Neretva.

"Avere dei dati oggettivi, non opinabili - conclude Maretti - permette al mondo agricolo di farsi strada nella vendita dei crediti di carbonio per quel mercato che, obbligatoriamente, deve dimostrare di bilanciare le proprie emissioni. Il mondo agricolo, invece, dimostra di essere virtuoso in questo senso".

Per maggiori informazioni
Progetto GECO2


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