Secondo un operatore la tendenza è questa sia in Italia sia all'estero

"La frutta si vende, ma con il contagocce"

"Non mancano le vendite, ma sono più limitate in quantità rispetto al normale. Se prima un cliente chiedeva due pedane, ora ne chiede una per poi acquistare la seconda solo quando è sicuro di aver ormai esaurito la prima". Lo afferma l'operatore commerciale Daniele Berardi.

"Di certo, nessuna catena della GDO fa scorte, in questo periodo, e io ormai sono sempre più convinto, anche dopo il confronto con alcuni buyer e l'esperienza di tanti anni, che le catene facciano acquisti non sulla base delle proprie vendite, ma facendo una gara con i propri concorrenti per capire chi spende meno per un determinato articolo - questa l'opinione di Berardi -.Può sembrare assurdo, ma per me è così, altrimenti certe scelte non si spiegherebbero".

"Fra l'altro - aggiunge - secondo me servirebbe una legge che regolamenti il ricarico fra produttore e consumatore. Porto un esempio: il 20 agosto le albicocche sono state pagate ai produttori della mia zona 60 centesimi il kg, le pesche 50. Negli stessi giorni, in alcuni supermercati del territorio, le albicocche erano vendute a 3,89 euro/kg, le pesche 3,29 euro/kg".

"Se il produttore porta in magazzino le albicocche a 60 cents, queste escono lavorate e confezionate a 1,40 massimo. Fra 1,40 euro/kg e 3,89 euro/kg c'è un differenziale di 2,49 euro/kg che a me sembra una cifra troppo elevata per chi ha solo il compito di portare la frutta dalla propria piattaforma logistica al punto vendita. L'agricoltore, invece, deve lavorare un anno, per quei 60 centesimi, con tutti i rischi cui è sottoposta un'azienda agricola".   


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