Il commento di un imprenditore castanicolo della Campania

Castagne, un inizio a tentoni

Per quest'anno le previsioni sull'andamento della campagna castagne erano incoraggianti. Finalmente, dopo un decennio segnato dai danni del cinipide e dalla mancata produzione, si è tornati a rese abbondanti.

Ma un imprenditore campano del settore, Angelo Amore, dell'alto casertano commenta così l'inizio della campagna e dice: "Quest'annata si caratterizza per una super produzione, e i consumi stentano a decollare. Abbiamo cominciato da circa 15/20 giorni, e oltre al lento andamento commerciale, stiamo riscontrando anche problemi legati alla conservazione. Siamo molto preoccupati, perché finora non tutti gli areali castanicoli italiani avevano cominciato le varie campagne, e quindi c'era merce in meno sul mercato, ma dalla prossima settimana la stagione delle castagne sarà cominciata un po' in tutta l'Italia".

"Nonostante siamo all'inizio della campagna, le quotazioni non sono entusiasmanti, anche perché le vendite procedono a rilento. Fra le altre cose, stiamo avendo pure qualche problema legato alla qualità delle castagne: il frutto deperisce molto velocemente e non riusciamo a conservarlo a lungo, forse perché si è passati repentinamente dall'eccesivo caldo estivo alle prime piogge. Per di più, il deperimento di molto prodotto avviene anche in campo, perché subiamo una forte carenza di manodopera. E' anche vero che la castanicoltura campana viene da un recente passato (10 anni a questa parte), in cui a causa del cinipide la produzione si era ridotta o quasi azzerata. Quindi l'organizzazione che le aziende produttrici di castagne avevano è venuta meno. Come se tutto questo non bastasse, mancano i calibri grandi".

"Più che l'abbondanza di produzione, il vero problema è che i consumi stentano a decollare in Italia, mentre va meglio all'estero. A questo poi si aggiunge l'effetto della spinta inflattiva che ha fatto lievitare i costi, e quindi le spese che stiamo affrontando per il confezionamento delle castagne sono aumentate del 40%, il che si traduce in 1 euro in più sul prezzo finale".


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