L'industria frutticola sudafricana valuta di prendere il controllo delle proprie spedizioni

Il Capo Orientale sta terminando la sua stagione d’esportazione di agrumi con una nota deludente, poiché ha dovuto caricare per due settimane sulla MSC Carole (nella successiva MSC Domitille non ha toccato Port Elizabeth).

La pianificazione delle spedizioni di arance nell'Ue è complicata in questa stagione, a causa del protocollo del trattamento a freddo. Nella seconda settimana di settembre, alcuni esportatori hanno fermato l’imballaggio delle arance Valencia. La frutta confezionata successivamente non ha potuto essere raffreddata in tempo per essere caricata sull'MSC Carole (fortunatamente il carico per il Regno Unito è potuto continuare per alcuni giorni).

A sua volta, la MSC Carole non ha toccato Città del Capo nel suo viaggio verso nord, interrompendo il programma degli esportatori del Capo Occidentale per il Regno Unito e l'Ue (in questa fase si spera di poter caricare da Città del Capo sulla MSC Polaris, ancora in servizio). Tuttavia, quando una nave salta un porto, i volumi perdono lo slot previsto in un programma, perdendo quindi un'opportunità di mercato.

La rotta europea aggiuntiva che Maersk ha introdotto a giugno a Port Elizabeth, per coprire il Capo Orientale durante la stagione degli agrumi, è stata una misura temporanea, e l'ultima nave è partita nella seconda settimana di settembre, lasciando a terra ancora molta frutta che doveva raggiungere l'Unione europea dal Capo Orientale.

Terminal per container Ngqura del Capo Orientale

La redditività delle esportazioni si è ridotta
In questa stagione, anche le operazioni portuali da Città del Capo sono state irregolari perché non sempre ci sono abbastanza attrezzature o slot disponibili. Gli esportatori dicono che, a volte, hanno i container ma non c'è spazio sulla nave, o le compagnie di navigazione inviano senza preavviso una nave più piccola.

"È stata una stagione molto impegnativa", afferma un esportatore di agrumi del Capo Occidentale che vuole rimanere anonimo. "Il problema sono i costi correlati e, fra questi, quelli di spedizione sono totalmente fuori controllo. Non c'è nulla che un produttore, un confezionatore o un esportatore possa fare per negoziare tariffe più agevoli o per tentare di adattare la struttura dei costi al ribasso".

L’esportatore aggiunge che tutte gli appelli fatti alle compagnie di navigazione sono caduti nel vuoto e hanno incontrato un’inaspettata arroganza. "Le linee di spedizione fanno quello che vogliono, senza preoccuparsi del fatto che, a causa dei costi di spedizione, i prodotti non possono più essere esportati in modo redditizio".

Le spese di spedizione doppiano la produzione annua
Nella sua ultima newsletter, l’amministratore delegato della Citrus Growers' Association, Justin Chadwick, fa notare che con le compagnie di navigazione che hanno aumentato i loro prezzi del 128% tra il primo trimestre del 2020 e quello del 2022, "i coltivatori devono pagare praticamente il doppio per spedire i loro frutti, rispetto a quanto costa produrli nel corso di un intero anno".

"Al fine di evitare ulteriori aumenti dei prezzi e garantire la stabilità dei prezzi in futuro, la CGA si è impegnata con altri settori frutticoli per assumere il controllo delle loro spedizioni, con uno studio di fattibilità che dovrebbe essere completato entro la fine di settembre".

Chadwick osserva che, sebbene le esportazioni di agrumi siano ancora in costante crescita, la maggior parte dei coltivatori locali si trova ad affrontare una situazione molto reale di perdita di utili quest'anno.

"Gli esperti del settore sono del parere che meno del 20% degli agrumicoltori raggiungerà probabilmente alla fine della stagione 2022 profitti superiori al punto di pareggio".


Data di pubblicazione:



Ricevi gratuitamente la newsletter giornaliera nella tua email | Clicca qui


Altre notizie relative a questo settore:


Iscriviti alla nostra newsletter giornaliera e tieniti aggiornato sulle ultime notizie!

Iscriviti Sono già iscritto