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Alluvione Marche: in poche ore caduta la metà della pioggia di un anno

"La drammatica alluvione che ha colpito, nei giorni scorsi, le Marche palesa una volta di più la grande necessità per il nostro Paese di dotarsi di un serio e strutturato piano nazionale di assetto idrogeologico, che contrasti con decisione il consumo di suolo. Si tratta di un’esigenza non più procrastinabile e ancora più avvertita in una condizione nella quale oltre un decimo della popolazione si trova a dover vivere in zone a elevato rischio idrogeologico". Lo afferma il presidente della Copagri Franco Verrascina, esprimendo il più profondo cordoglio della Confederazione per le vittime dell’ennesima tragedia legata al cambiamento climatico, al surriscaldamento globale e all’incuria del territorio.


(Foto: Copagri)

"Come Copagri Marche - spiega il presidente regionale Giovanni Bernardini - ci siamo da subito attivati per raccogliere le segnalazioni delle nostre imprese e per dar loro tutto il sostegno possibile. Nonostante sia presto per fare stime sui danni, anche se è del tutto evidente sin da ora che sono andate quasi completamente distrutte le coltivazioni in campo delle zone maggiormente colpite (le province di Ancona e Pesaro), con particolare riferimento alle zone attraversate dai fiumi Nevola e Misa".

"Per avere un’idea della gravità della situazione - fa notare Bernardini - basti pensare che sulle zone colpite si è riversata una vera e proprio bomba d’acqua; in poche ore, infatti, sono caduti ben 420 millimetri di pioggia, pari alla metà circa del quantitativo che solitamente cade in un anno nella nostra Regione".

Ciò che rimane a Castelplanio (AN) di un campo arato, pronto per la semina invernale dopo la furia degli eventi (Foto: Facebook Copagri)

"Nonostante la drammaticità del momento, la grande solidarietà degli agricoltori si è subita messa in moto: insieme alla numerose chiamate pervenute dai tantissimi produttori agricoli colpiti dalla bomba d’acqua, sono arrivate, infatti, anche molte proposte di solidarietà, con gli agricoltori delle zone fortunatamente risparmiate dal drammatico evento, che si sono offerti di dare ospitalità ai colleghi che ne avessero bisogno, così come agli animali rimasti senza ricovero, e che hanno messo da subito i propri mezzi a disposizione della protezione civile e dei comuni", conclude il presidente della Copagri Marche.


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