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Professor Daniele Bassi

"Per le pesche il problema non è agronomico ma commerciale"

"Il modello è in gran parte superato, occorre cambiare mentalità approccio, modo di pensare e quindi di commercializzare. A tutti i livelli. Gli agricoltori devono essere imprenditori, e se delegano qualcuno alla vendita, questo deve avere un atteggiamento moderno e non legato al passato, a schemi che oggi non vanno più bene". E' questo il Bassi-pensiero relativo al comparto peschicolo, sulla base di quanto emerso la scorsa settimana dal convegno peschicolo svoltosi a Lugo (Ravenna).

"Il prodotto pesche e nettarine spesso viene svilito con prezzi indegni - continua Bassi - e usato come specchietto per attirare clienti. E' quindi necessaria una vera rivoluzione che è mentale, culturale, imprenditoriale, 'politica' ma non nel senso 'partitica' quanto di comunità e gestione del bene comune".

E aggiunge: "Se in 15 anni abbiamo perso decine di migliaia di ettari di pescheti, un motivo c'è. Ci siamo affidati troppo a un modello del passato che ha portato tanto benessere e successo, ma che ora deve essere migliorato. Serve un aggiornamento 4.0, tanto per usare un termine che va di moda oggi". 

"Dobbiamo interrogarci tutti e aiutarci per risolvere i problemi che non sono tanto agronomici, o di potatura o selezione: certo, quelli ci sono pure, ma abbiamo dimostrato di saperli affrontare e risolvere con l'innovazione. Quel che invece è difficile è innovare la mentalità".  


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