Le bollette stellari dell'energia mandano al collasso le imprese dell'ortofrutta dell'Emilia Romagna

"Bollette che da 100.000 euro sono passate a 400.000 euro. Il prezzo medio del PUN (il Prezzo unico nazionale, riferimento dell'energia elettrica rilevato sulla borsa elettrica italiana) che a maggio 2021 era di 0,069 €/kWh e ad agosto 2022 0,637 €/kWh, in pratica sestuplicato negli ultimi 16 mesi. Il costo dell'energia è una tassa occulta di oltre 5 centesimi che pesa su ogni chilo di frutta estiva prodotta, conservata e commercializzata. Semplicemente pazzesco. Se non si interviene subito con misure drastiche, importanti tutta la struttura imprenditoriale, produttiva dell'ortofrutta dell'Emilia Romagna va fuori mercato, le aziende saranno costrette a chiudere. Non c'è tempo di aspettare le elezioni".

A lanciare l'allarme è Giancarlo Minguzzi (in foto), presidente di Fruitimprese Emilia Romagna e numero uno della OP Minguzzi di Alfonsine (provincia di Ravenna).

"Questi aumenti dei costi energetici fuori controllo si abbattono sia sulle singole imprese che sulle strutture consortili dove il prodotto viene stoccato, selezionato e confezionato e dove gli impianti frigoriferi industriali sono accesi giorno e notte. Servono subito sostegni importanti per le imprese e serve sganciare il prezzo dell'energia dalla quotazione del gas. E poi c'è il problema dell'Iva che con questi rincari raggiunge dimensioni intollerabili" aggiunge Minguzzi.

In Romagna in questi giorni si sta completando la raccolta di pesche/nettarine, è rimasto un 20% di tardive da raccogliere. "La campagna quest'anno, complice il gran caldo e i problemi che ha avuto la Spagna, ha visto un buon andamento delle vendite con buoni riscontri commerciali. Ottima la qualità dei frutti, unica nota dolente la mancanza di grandi calibri causata dalla carenza di acqua. Già i costi di produzione erano alti prima, adesso l'emergenza energia fa saltare tutti i budget, manda in rosso tutti i bilanci. Chiediamo anche il sostegno della Regione per fare pressione sul Governo perché servono misure di ristoro immediate, perché le aziende sono al collasso" conclude Minguzzi.


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