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L'abbondante offerta di drupacee ostacola la vendita dell'uva medio tardiva

"Il dato significativo, in questo periodo di crisi, è che non si riescono a traslare gli aumenti dei costi di produzione ai prezzi di vendita, soprattutto per chi, come noi, produce merce deperibile". E' con questa amara constatazione che esordisce in una nostra intervista Maurizio Fiorenza, direttore commerciale della ditta EcoFarm Italia.

Maurizio Fiorenza in una foto di repertorio del 2020

"Gli aumenti dei costi produttivi e il forte rallentamento dei consumi - ha proseguito Fiorenza . stanno mettendo in ginocchio moltissime imprese agricole: Il rischio è quello di assistere a fallimenti e chiusure. Persino la nostra gestione, ovvero quella di un'azienda ben strutturata, risulta al momento in perdita per far fronte alla crisi in atto. Ma fino a quando potremo andare avanti in questo modo? A tutto ciò si aggiunge una congiuntura commerciale che vede una discreta abbondanza di pesche in tutti gli areali produttivi italiani, a differenza dell'anno scorso quando la Sicilia era praticamente l'unica regione a disporre una certa offerta di frutta del segmento tardivo".

"Inoltre le famiglie italiane quest'anno, legittimamente, dopo due anni di preoccupazione per la pandemia, non hanno voluto rinunciare alle vacanze - ha proseguito l'esperto - Al loro rientro, tuttavia, difficilmente sosterranno i rincari delle bollette energetiche e di tutto il resto. Un cambiamento nelle abitudini alimentari, dunque, è probabilmente già realtà, con gli acquisti rivolti solo ai beni di primissima necessità. Il crescente tasso d'inflazione farà il resto, da qui a breve! In questo scenario, sarà difficile ritrovare la normalità degli stili di vita di un tempo".

"Se la prima parte della stagione dell'uva, con le primizie, si chiude senza infamia e senza lode, è la campagna dell'uva Italia a preoccuparci perché i consumi sono frenati dalla presenza di frutta estiva concorrente che persiste in abbondanza, come ad esempio proprio le pesche, che alla produzione prezzano da 60 a 70 centesimi di euro. Si tratta di quotazioni insufficienti a rifondere tutti i rincari sostenuti in energia per l'irrigazione, gasolio per trazione, concimi e fitofarmaci. Questi ultimi, in particolare, quando idonei all'agricoltura sostenibile come quelli che utilizziamo nel nostro caso, hanno un costo molto più alto rispetto a quelli convenzionali".

"Le politiche commerciali delle GDO - ha concluso il manager - tendono a spingere con promozioni ad hoc sulle pesche, proprio data la loro abbondanza, e pongono in secondo o terzo piano l'uva da tavola, mortificando così il valore di entrambe le referenze".

Per maggiori informazioni: 
O.P. Eco Farm s.r.l.
Sede Legale: Viale della Regione, 232
93100 Caltanissetta
Stabilimenti: C.da Judeca
93011 Butera (CL)
+39 0934 921558
info@ecofarmitalia.com
www.ecofarmitalia.com


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