In Basilicata

Campagna agrumicola: è prevista una riduzione della produzione del 30 per cento

Il caldo torrido anticipato e prolungato di maggio/giugno, aggravato dalla carenza di precipitazioni, ha generato un calo delle rese di agrumi nella regione italiana Basilicata. In realtà, si stima una scarsità produttiva anche nelle altre principali regioni specializzate in agrumicoltura, come Puglia, Sicilia e Calabria. Al momento, da quanto ci riferiscono alcuni tecnici e agricoltori, in Basilicata la riduzione produttiva media è stimata in circa il 30%.

A parlarcene è Marco Vitelli, imprenditore agricolo che gestisce oltre 30 ettari di agrumi, in particolare arance e clementine, localizzati in alcuni comuni della provincia di Matera. "Le elevate temperature di giugno, protrattesi per diverse settimane, hanno peggiorato il fenomeno fisiologico della cascola, facendo così cadere a terra maggiori quantità di frutticini. A inizio estate, e quindi in fase di moltiplicazione cellulare, abbiamo avuto punte anche di 42° C. Almeno qui da noi, sembra abbia fatto più caldo tra giugno/luglio piuttosto che ad agosto, quando invece le temperature non molto elevate e le precipitazioni frequenti hanno dato un aspetto lussureggiante alle piante". 

Marco Vitelli

"Il mio catalogo varietale è molto amplio e include cultivar precoci e tardive: trattasi di piantagioni situate sia a pochi chilometri dalla costa ionica sia nell'entroterra, tutte accomunate da una riduzione a doppia cifra delle rese. Purtroppo, però, non mancano casi ancor più drammatici, in cui si registra addirittura un azzeramento della produzione, specie per le cultivar tardive".

"Considerata l'eccezionale fioritura avutasi in primavera e tenendo conto dell'alternanza produttiva comune a molte varietà, le prospettive sulla nuova stagione sembravano eccezionali, in termini di rese. Ora invece noi produttori dobbiamo rivedere al ribasso i volumi attesi. Malgrado a livello commerciale sia ancora tutto fermo, sul lato qualitativo e di pezzatura crediamo sarà un'ottima annata. Nei prossimi mesi, bisognerà prestare attenzione alle importazioni. In un periodo storico nel quale il potere d'acquisto dei consumatori è indebolito, gli agrumi esteri potrebbero infatti essere preferiti a quelli italiani, per il semplice fatto di essere più competitivi sul lato del prezzo".


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