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E’ il momento di pensare alla semina per il sovescio

Fine agosto - metà settembre: questo è il momento ideale per la scelta e la semina delle essenze (cover crop) per il sovescio. L'epoca di semina è un fattore chiave nel successo delle cover crop, decisione che condiziona fortemente non solo lo sviluppo aereo ma soprattutto quello radicale, oltre alla durata del ciclo e l’influenza che esso comporta sulla coltura successiva.

“Ora è il momento giusto per scegliere – spiega Alberto Farè responsabile tecnico Seminart – cosa, come e quando seminare. Alle nostre latitudini noi, in genere, suggeriamo settembre come periodo ottimale”. Questo momento, infatti, garantisce tutte le risorse necessarie al loro sviluppo: acqua, nutrienti e radiazione solare nelle giuste proporzioni e nelle quantità richieste dalle piante stesse; non per ultimo, c'è da mettere in conto l’andamento meteorologico favorevole, che permette alle cover crop di svilupparsi in modo ottimale prima che sopraggiunga l’inverno.

In realtà, la regola generale dice che per ottenere una buona coltura da copertura è bene evitare sia semine troppo tardive (bassa produttività) sia troppo precoci (rischio di infestazione). La principale difficoltà della loro scelta sta nel far coincidere le esigenze pedoclimatiche delle specie con quelle della coltivazione da reddito, unita alle tempistiche dell'azienda stessa.

Sull’essenza da scegliere, quindi, occorre valutare sia le caratteristiche della coltura sia quelle dell’ambiente. In questo, i tecnici Seminart possono garantire consigli preziosi e indirizzare correttamente la scelta dell’agricoltore, grazie alla loro lunga esperienza sul campo.

Un esempio è la semina di sovesci in frutteti e vigneti dove, a seconda della disponibilità idrica dell'ambiente, si opta per una copertura più o meno competitiva, parallela od opposta al ciclo della coltura da reddito. Per le orticole invece, è sempre più importante limitare problematiche fitosanitarie e stanchezza del terreno, contrastandoli con colture allelopatiche e dal ciclo molto rapido.

Un'altra scelta delicata riguarda le modalità di distribuzione: “fronte tecnica di semina - aggiunge Farè - ci sono diverse opzioni. La semina a spaglio è meno precisa, quindi destinata in futuro a divenire una pratica sempre meno usuale, a favore di una semina di precisione. Alla pratica tradizionale è preferibile operare una minima lavorazione o seminare direttamente su sodo. I costi e l'impatto delle lavorazioni cambiano, e al giorno d'oggi occorre valutare ogni aspetto".

Infine, per evitare eventuali interferenze con la coltura da reddito successiva, è bene porre attenzione anche alla loro terminazione. Tralasciando il metodo chimico, semplice ed economico ma anche poco sostenibile, ultimamente si sta optando per sistemi più "eco friendly": da questo punto di vista, molto comuni sono i metodi fisici, in particolar modo l’uso di mezzi meccanici, adatti a tutti i sistemi agricoli, compreso quello biologico. Come per la semina, il momento d'intervento è particolarmente importante per escludere la disseminazione, quindi problemi di infestazione alla coltura successiva. Inoltre, può essere più precoce nel caso di essenze con rilascio di essudati allelopatici, o più tardiva nell'eventualità l'obiettivo principe sia quello di produrre biomassa in gran quantità. In ogni caso, per sicurezza, l’intervento deve avvenire con un certo anticipo e mai meno di 2/3 settimane prima della successiva semina".

“La corrente di pensiero attuale è alla costante ricerca di nuovi sistemi sempre più sostenibili: Ad esempio, in quest’ottica, sarebbe molto interessante sfruttare le caratteristiche fisiologiche di alcune essenze particolari - conclude Farè – come la suscettibilità al gelo di alcune brassicacee e leguminose. Questa peculiarità consente loro di disattivarsi naturalmente in presenza di temperature rigide, senza necessità di intervento in campo, abbattendo i costi e le emissioni derivanti dall'utilizzo di mezzi agricoli". A tal proposito, da settembre Seminart lancerà un nuovo prodotto specifico "sottoserra gelivo" che unisce l'apporto di sostanza organica facilmente mineralizzabile alla semplicità di disattivazione della cover crop.

Per maggiori informazioni 
Seminart s.r.l.
Via S. Antonio, 60
35019 Tombolo (Padova)
+39 049 94 71 316
seminart@seminart.it 
www.seminart.it 


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