Avvisi

La clessidra

Ricerca di personale

Top 5 -ieri

Top 5 -ultima settimana

Top 5 -ultimo mese

Faceva parte della delegazione anche l'economista Gianluca Bagnara

In Vietnam e a Singapore per valorizzare l'ortofrutta italiana

Delegazione della Commissione europea in visita a Vietnam e Singapore nei giorni scorsi. Guidata dal commissario all'agricoltura, il polacco Janusz Czesław Wojciechowski, ha visitato le due destinazioni per ravvivare rapporti commerciali, scambi ortofrutticoli compresi. Faceva parte della delegazione anche Gianluca Bagnara, esperto in agribusiness, vicepresidente della Rete Internazionale per la Biodiversità del Suolo della Fao e partecipante come rappresentante di Assoavi e Aife.

"Lo scopo della visita della Commissione - spiega Bagnara - è stato quello di ravvivare e riallacciare i rapporti, intensificati con gli accordi del 2019 e che poi si sono allentati a causa della pandemia. Il Vietnam sta crescendo parecchio: lo vedo come la Cina di 15 anni fa, con un'età media bassa e redditi bassi. Vi è però un 10% della popolazione benestante, circa 10 milioni di persone, che cercano prodotti italiani e hanno elevata capacità di spesa".

Bagnara è il terzo da destra. Vicino a lui il commissario Janusz Czesław Wojciechowski

Diversa invece la situazione della città-Stato Singapore. "Qui gli abitanti, circa 5,5 milioni, hanno un reddito doppio rispetto a quello dei paesi occidentali come l'Italia. Importano il 90% delle risorse alimentari e hanno grande stima dell'Italia. Le nostre produzioni sono viste come di alta qualità e sicure dal punto di vista sanitario, grazie ai nostri rigidi controlli".

Durante la visita a Singapore, "mi sono accorto che, a scaffale, i prodotti ortofrutticoli e alimentari di alta qualità hanno un costo di 4-5 volte superiore al nostro. Per loro, la frutta esotica è quella italiana, dato che quella che per noi è esotica per loro è locale: una differenza di prospettive". 

Bagnara e il commissario Janusz Czesław Wojciechowski

Un problema che caratterizza l'export in questi paesi è che ogni Stato europeo deve discuterne le regole, mentre dovrebbe esserci un'armonizzazione in modo che gli standard stabiliti dall'UE valgano poi per tutti. "Ho ribadito questo concetto anche al Commissario - conclude Bagnara - ma attualmente le leggi sono queste. Occorre una revisione dell'architettura dei regolamenti a livello comunitario, così che questi paesi terzi abbiano come interlocutore un unico soggetto, l'Ue, e non 27 Paesi diversi". 


Data di pubblicazione:
Author:
©



Ricevi gratuitamente la newsletter giornaliera nella tua email | Clicca qui


Altre notizie relative a questo settore:


Iscriviti alla nostra newsletter giornaliera e tieniti aggiornato sulle ultime notizie!

Iscriviti Sono già iscritto