Decaduta la lotta obbligatoria

Sharka e PSA, "sul ponte sventola bandiera bianca"

Si era negli anni '90 quando la vaiolatura del pesco, la temibile Sharka, cominciò a colpire i pescheti della Romagna e del Veneto. Subito si corse ai ripari con una serie di strategie tutte facenti parte della cosiddetta lotta obbligatoria. Ora, con il decreto ministeriale n. 907693 è decaduta la lotta obbligatoria sia contro Sharka, sia contro PSA, l'agente del cancro batterico dell'actinidia. La lotta obbligatoria contro Sharka era in essere dal 29 novembre 1996, aggiornata poi nel 2009.

Peschi da biomassa causa Sharka

"Sono state revocate le lotte obbligatorie - afferma Massimo Bariselli del Servizio Fitosanitario Emilia Romagna - ma ciò non significa che agricoltori e tecnici debbano abbassare la guardia. Tali malattie ora vanno gestite con procedure ordinarie e non d'emergenza".

In pratica, le malattie sono considerate ormai così diffuse da non poter più essere estirpate. Negli anni '90, invece, per Sharka si sperava di poter evitare il contagio totale, ad esempio estirpando tutto il frutteto e bruciando le piante, quando la percentuale di alberi colpiti superava il 10%. 

"L'attenzione deve comunque rimanere alta - aggiunge Bariselli - perché tali malattie devono comunque rimanere lontane dai frutteti. Occorre partire da materiale vivaistico sano, senza compiere imprudenze per cercare di risparmiare qualcosa".

Fiore di pesco con evidenti sintomi di Sharka

Ora il decreto ha abrogato lotte obbligatorie e misure fitosanitarie contro Sharka (vaiolatura delle drupacee), PSA (batteriosi dell'actinidia) e Crisicoccus pini (cocciniglia cotonosa del pino). Tuttavia, l'attenzione nei confronti di queste tre avversità, e delle avversità in generale per le quali termina la lotta obbligatoria, deve rimanere comunque alta. Per questo, la Commissione europea ha emanato un Regolamento di esecuzione (UE) 2019/2072 che vede gli operatori professionali, in particolare i vivaisti, direttamente coinvolti nelle fasi di controllo degli organismi nocivi e delle nuove avversità, a cui l'Emilia Romagna ha affiancato un proprio provvedimento per contrastare la diffusione della cocciniglia cotonosa.

Sharka e PSA sono stati considerati dall'Unione europea Organismi Regolamentati Non da Quarantena (ORNQ). Pertanto, come previsto dal citato Regolamento (UE) 2019/2072, i vivaisti della Regione Emilia-Romagna devono svolgere puntuali autocontrolli delle produzioni e, se necessario, intraprendere una serie di azioni correttive. Non secondario anche il ruolo dei frutticoltori interessati a realizzare nuovi impianti di drupacee, i quali devono utilizzare materiale vivaistico sano e devono controllare costantemente il frutteto per individuare i primi sintomi delle infezioni.


Data di pubblicazione:
Author:
©



Ricevi gratuitamente la newsletter giornaliera nella tua email | Clicca qui


Altre notizie relative a questo settore:


Iscriviti alla nostra newsletter giornaliera e tieniti aggiornato sulle ultime notizie!

Iscriviti Sono già iscritto