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Solarizzazione del suolo, una tecnica sempre più diffusa in fragolicoltura

La maggiore sensibilizzazione verso i temi ambientali, i rincari dei prodotti chimici e le limitazioni imposte all'utilizzo di alcuni principi attivi stanno generando un maggiore interesse verso la solarizzazione. Trattasi di una tecnica per la sanificazione del suolo che consiste nel realizzare una pacciamatura totale del terreno con film plastico trasmittente e sottile (spessore 03-0,05 mm).

Per avere qualche informazione circa modalità e benefici di questa particolare pratica agronomica, abbiamo parlato con Gennaro Motta, agronomo specializzato in fragolicoltura. "Sterilizzare il terreno prima della messa a dimora delle piantine è una operazione colturale di preparazione molto importante per la buona riuscita/produttività della coltivazione. Rispetto al passato, la solarizzazione pare venga presa maggiormente in considerazione da diversi fragolicoltori ubicati nelle regioni accomunate da un clima molto caldo, poiché risulta una valida alternativa alla fumigazione chimica. Si sfrutta l'irraggiamento solare per devitalizzare funghi, nematodi e batteri, ma anche per controllare le erbe infestanti. Il film posizionato assorbe il calore ed è capace di trattenerlo anche durante la notte".

Solarizzazione in un fragoleto a Scanzano Jonico (Matera)

"Il mese ideale per avviare la solarizzazione è luglio, poiché coincide con il periodo più caldo dell'anno. Si copre la parte di terreno, anche quello già pacciamato, con uno specifico telo interrato lateralmente per una durata variabile dalle 4 alle 7 settimane. È necessario che lo strato superficiale del suolo (circa 30 cm) venga mantenuto a temperature non inferiori a 50°C. La solarizzazione diventa ancora più efficace su terreni non molto sfruttati. Questa tecnica a bassissimo impatto ambientale, inoltre, consente anche di far sopravvivere la flora e la fauna utili al buon sviluppo della coltivazione, aumentando così la presenza di sostanza organica nel sottosuolo. Erbe e organismi che, con l'utilizzo di fumiganti, sarebbero stati distrutti. Certo, i costi di smaltimento della plastica utilizzata sono alti, ma molte aziende hanno brevettato anche film biodegradabili".


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