Nei giorni scorsi si è tenuta l'assemblea Anbi

Acqua e lavoro stagionale: serve una strategia d'emergenza nazionale

Negli ultimi 20 anni, ci sono state almeno sei annate siccitose, in Italia. Senz'acqua, tuttavia, non si fa frutticoltura e, molto spesso, non si fa agricoltura. Non c'è mai stato un problema serio di approvvigionamento idrico, in Italia, ma adesso è giunta l'ora di correre ai ripari. Sono solo alcuni dei concetti emersi dalla recente assemblea generale dell'Anbi, alla quale ha partecipato anche Renzo Piraccini presidente di Macfrut. 

"Serve una strategia d'emergenza nazionale sul fronte acqua e lavoro stagionale - dice Piraccini - perché ormai rappresentano il collo di bottiglia della nostra produzione. Senza questi due fattori, non si può produrre. Occorre un piano nazionale, strutturato, perché finora nessuno se ne è mai occupato in maniera organica". Anbi è partner di Macfrut già da qualche anno, approntando il campo dimostrativo con le più innovative tecniche di risparmio idrico e maggior efficienza.   

All'assemblea di Anbi (Associazione nazionale bonifiche) si è parlato di interventi strutturali per raccogliere l'acqua. Sono 223 i progetti definitivi ed esecutivi, cioè immediatamente cantierabili, approntati da Anbi nell'ambito del Piano Laghetti, che punta a realizzare 10.000 invasi medio-piccoli e multifunzionali entro il 2030, in zone collinari e di pianura. I nuovi bacini incrementeranno di oltre il 60% l'attuale capacità complessiva dei 114 serbatoi esistenti e pari a poco più di 1 miliardo di metri cubi, contribuendo ad aumentare, in maniera significativa, la percentuale dell'11% di quantità di pioggia attualmente trattenuta al suolo.

La realizzazione dei primi 223 laghetti comporterà nuova occupazione, stimata in circa 16.300 unità lavorative e un incremento di quasi 435.000 ettari nelle superfici irrigabili in tutta Italia, nel solco dell'incremento dall'autosufficienza alimentare, indicato come primario obiettivo strategico per il Paese.

Il maggior numero di attuali progetti interessa l'Emilia Romagna (40), seguita da Toscana e Veneto, come evidenziato dall'emergenza idrica in atto; per quanto riguarda il centro-sud Italia, è la Calabria a vantare il maggior numero di progetti sul tappeto.

L'investimento previsto per questa prima tranche del Piano Laghetti è quantificato in 3,2 miliardi di euro.

A corollario degli invasi, perseguendo l'altro e determinante obiettivo strategico dell'autosufficienza energetica, dovranno essere realizzati 337 impianti fotovoltaici galleggianti (potranno occupare fino al 30% della superficie lacustre) e 76 impianti idroelettrici, capaci di produrre complessivamente oltre 7 milioni di megawattora all'anno.

"Quella attuale è la sesta emergenza siccità degli ultimi 20 anni e ha già provocato danni per circa 2 miliardi all'agricoltura - ha detto Francesco Vincenzi, presidente Anbi - Servono investimenti infrastrutturali e il Piano Laghetti è una scelta di futuro."

"Se il Governo ha la reale volontà di realizzare almeno 20 grandi interventi infrastrutturali per il settore idrico entro il 2024, non potrà prescindere dalle progettazioni, in avanzato iter procedurale, redatte dai Consorzi di bonifica ed irrigazione. E' un parco di soluzioni, che mettiamo a servizio del Paese", ha affermato Massimo Gargano.


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