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Osservatorio Eban sul lavoro agricolo a cura di Nomisma

Carenza di manodopera: l'agricoltura soffre di più

L'agricoltura impiega il 12% degli operai italiani, ma con attività prevalentemente stagionale. Con il 90% di operai a tempo determinato, infatti, il settore primario batte anche il turismo e stacca tutti gli altri rilevanti settori economici. Le giornate lavorate da un operaio agricolo stagionale sono, inoltre, appena 90 contro le 112 della media del totale economia. In queste condizioni, gli altri settori sono fortemente più attrattivi e l'agricoltura è destinata a subire con maggiore intensità l'acuta carenza di manodopera che si riscontra in questi mesi.

Queste le indicazioni emerse, lo scorso 10 giugno, nel corso della presentazione dell'analisi di Nomisma da parte della senior project manager Ersilia Di Tullio, durante l'evento "Il lavoro agricolo tra innovazione e sostenibilità: l'aggiornamento delle attività lavorative del settore primario nell'Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni", organizzato da INAPP (Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche) e dall'Ente Bilaterale Agricolo Nazionale (EBAN), e che si è svolto presso la Reggia di Portici a Napoli.

Durante l'intervento di Di Tullio sono stati presentati i risultati dell'Osservatorio EBAN sul lavoro agricolo con una relazione dal titolo "Il ruolo dell'agricoltura nel nuovo scenario globale". Sono state evidenziate le dinamiche dal lavoro in agricoltura e gli andamenti economici del settore negli ultimi anni, sia a livello nazionale che regionale campano.

L'identikit del dipendente agricolo in Italia
"In Italia, sono 1.088.034 i dipendenti in agricoltura, di cui la maggior parte operai (96%), uomini (68%) e di età superiore ai 35 anni; 329.894 sono dipendenti stranieri regolari, di cui il 32% comunitari e il 68% non comunitari (numero in crescita negli ultimi anni); l'agricoltura impegna il 12% del totale operai italiani, ma solo il 10% ha un contratto a tempo indeterminato. La media su tutti i comparti economici italiani è del 70%", ha riferito Di Tullio.

"Nel corso degli ultimi dieci anni, la componente stagionale si è leggermente rafforzata: +2,3% nel 2020 rispetto al 2010. Sono calati, invece, del 4,4% gli operai a tempo indeterminato. Tuttavia sono cresciuti esclusivamente i lavoratori non comunitari, che nello stesso periodo registrano un incremento dell'85%".

In riferimento specifico alla Regione che ha ospitato l'evento, la Campania, Di Tullio ha sottolineato che "con 71.240 dipendenti in agricoltura, ovvero il 7% del totale nazionale, la Regione vede una maggiore quota di operai a tempo determinato (93%) rispetto al dato nazionale e una maggiore contrazione degli operai (-19% negli ultimi 10 anni)".


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