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I dati di GfK Consumer Panel

Le pesche sono state acquistate dal 69,5% delle famiglie italiane negli ultimi 12 mesi

Secondo l'osservatorio permanente GfK Consumer Panel, il panel famiglie più grande in Italia, le pesche risultano tra le categorie della frutta più penetrate in famiglia: il 69,5% delle famiglie italiane le ha infatti acquistate almeno una volta (a peso fisso o variabile) nell'arco degli ultimi 12 mesi terminanti ad aprile 2022. Anche la frequenza di acquisto è interessante e pari a 7,7 atti di acquisto medi nell'anno per famiglia, con una battuta di cassa media pari a 2.84 € e un acquisto medio per atto di 1.34 kg.

Dopo un picco molto positivo dell'anno scorso, tuttavia – ed analogamente a diverse categorie del largo consumo, confezionato e non – si verifica un trend negativo nell'ultimo anno, trainato soprattutto da una contrazione lieve di famiglie acquirenti (-0.3%) e frequenza (-0.5%) e più rilevante di acquisti medi per atto (-5.3%). Le famiglie cercano quindi di cominciare a contenere i budget di spesa e nel caso delle pesche non rinunciano all'acquisto e alla relativa ricorrenza ma cercano di ridurre le quantità acquistate per atto, impattando sulle performance del mercato.

Resta relativamente più performante la componente (però minoritaria) di mercato venduta a peso fisso, a riprova anche delle costanti esigenze di servizio e semplificazione da parte delle famiglie: quasi 7,4 milioni le famiglie acquirenti pesche a peso fisso, con lieve ma costante crescita negli ultimi 3 anni. Resta comunque dominante la componente di prodotto venduta a peso variabile, con oltre 16,6 milioni di famiglie acquirenti e di cui fa parte la componente take-away acquistata da quasi 8,5 milioni di famiglie.

La penetrazione molto elevata del mercato è realizzata largamente nei periodi di stagionalità del mercato. A fronte di una penetrazione media mensile delle pesche pari al 18,7%, si verificano infatti dati superiori al 40% tra maggio e agosto, pari al 20,9% ad aprile e invece marginali tra settembre e marzo (2,2%).

Il biologico – un trend che trova sempre il favore delle famiglie nel largo consumo e che si inscrive in trend più ampi, sempre positivi, legati a benessere, naturalità, autenticità e sostenibilità – è un interessante driver di sviluppo per le pesche, che può essere spinto in futuro maggiormente, visto il riscontro che trova presso i consumatori, allo scopo di far tornare alla crescita la categoria in un contesto in rapido cambiamento. Sono oltre 3,1 milioni le famiglie acquirenti pesche bio (+14,5% rispetto a 2 anni fa) e garantiscono una battuta di cassa media superiore del 17% rispetto agli acquisti di pesche non bio.

Nel peso fisso, tra le tipologie si impongono le bianche nazionali (quasi 1,1 milioni di famiglie acquirenti, +46% rispetto a due anni fa), le gialle estere (oltre 2 milioni di famiglie acquirenti, +3% rispetto a 2 anni fa) ma restano le più penetrate le gialle nazionali con oltre 5,7 milioni di famiglie acquirenti, anche se con dinamiche di penetrazione meno brillanti di altre varietà negli ultimi anni.

Nel peso variabile – decisamente prevalente – calano in penetrazione le principali varietà ma si impone il nuovo fenomeno delle pesche piatte, acquistate da oltre 4,3 milioni di famiglie pari ad addirittura il 16,7% delle famiglie Italiane totali, con una frequenza già ripetuta di 2,5 atti di acquisto medi per famiglia. Il fenomeno dimostra come innovazioni accattivanti e visibili per il consumatore, anche in mercati molto tradizionali come la frutta, possano trovare ottimo riscontro presso il consumatore post-Covid che è senz'altro più sperimentatore e diversificatore di prima. Si è assistito ad oggi a pochi casi di altrettanto successo nel mondo della frutta fresca.

In termini di canalizzazione, lo shopper conferma la sua ricerca di sperimentazione, acquistando pesche di media in quasi 2 diversi canali. Nonostante il lieve calo di famiglie acquirenti della categoria, tengono ipermercati e supermercati, cresce il discount (ma meno rispetto a quanto le crescite generali del canale potevano lasciar pensare) mentre risultano in calo soprattutto LSP, fruttivendoli e mercati, che costituiscono ovviamente una source of business per la Gdo. L'online continua a crescere, così come per il largo consumo così per le pesche, raggiungendo il 4% di penetrazione (le pesche erano al 2,7% solo due anni fa).

Per far crescere la penetrazione della categoria, pur molto elevata, bisogna saper in futuro ingaggiare quel 30% circa di famiglie italiane che non acquista pesche. Costoro sono particolarmente concentrati al Sud Italia, in fasce socio-economiche basse, in età giovani del responsabile acquisti (sotto i 34 anni) ma anche intermedie (35-44 e 45-54 sono entrambe fasce sotto media in termini di penetrazione), con bambini.

Autore: Marco Pellizzoni – Direttore Commerciale GfK Consumer Panel Italia

Per maggiori informazioni:
Daniela Mastropasqua
Business Development Manager | Consumer Panel & Services
GfK | Italia
+39 335 185 3430
daniela.mastropasqua@gfk.com


Data di pubblicazione:



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