Natalino Gallo (Op Agricor) sull'inizio della campagna delle albicocche della Piana di Sibari:

"Siamo partiti con la raccolta da due giorni, con volumi molto limitati al momento"

"Due giorni fa, abbiamo iniziato la raccolta delle nostre prime albicocche nella Piana di Sibari, in Calabria. Proseguiremo a un ritmo lento. Quest'anno, infatti, siamo passati dalla teoria alla pratica, decidendo di lavorare solo con varietà che risultano più apprezzate dai consumatori, soprattutto in termini di gusto. Perdiamo qualche giorno sulla precocità dei nostri frutti e non saremo i primi ad arrivare sui mercati, perdendo anche fatturato, ma puntiamo a offrire un frutto che abbia il sapore della vera albicocca".

Così Natalino Gallo, presidente dell'Organizzazione di produttori Agricor di Corigliano-Rossano (CS), proprietaria del marchio commerciale Gallo.


(Foto di repertorio, fornita da Natalino Gallo)

"Stiamo riconvertendo alcuni impianti, puntando sulle varietà Nestor, Tsunami e Domino, per citarne alcune. Tra 5 giorni dovremmo cominciare la raccolta delle Pricia e Tsunami. Al momento, i nostri volumi di lavorazione sono molto limitati sia per il mercato italiano sia per quello estero. Maggiori quantitativi sono previsti per fine mese", continua Gallo.

Il presidente della Op non riesce a fare previsioni sull’andamento commerciale delle albicocche, al momento. "Gli aumenti dei costi in generale ci sono, gli effetti dei cambiamenti climatici li registriamo ogni giorno e quelli della mancanza di manodopera qualificata anche. Cerchiamo però di fare del nostro meglio per offrire un frutto di qualità. Non resta che affidarci al consumatore e sperare che costui acquisti, al prezzo adeguato, le albicocche gustose che tanto richiede. E' anche giusto che il produttore riceva la necessaria remunerazione".

"Con gli aumenti generalizzati e gli stipendi dei consumatori che rimangono gli stessi, ci chiediamo: chi acquista sceglierà le nostre albicocche di qualità, considerando la frutta un bene primario, o preferirà comprare altro? E' quello che maggiormente ci preoccupa", conclude Natalino Gallo.

Per maggiori informazioni: www.gallofrutta.it


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