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Il commento di un imprenditore pugliese sulla campagna asparagi

"Il problema è che non si lavora più secondo programmazione"

La stagione degli asparagi è iniziata in ritardo, nella provincia di Foggia. "Il boom delle produzioni è avvenuto subito dopo Pasqua, intorno al 25 aprile. Successivamente, si è registrato un crollo di prezzi e domanda. Dopo un forte acquazzone, ora i turioni hanno rallentato la crescita. Direi per fortuna, in quanto le scorte in magazzino si sono finalmente ridotte e, nello scorso fine settimana, è aumentata la richiesta di prodotto". A dichiararlo è Giovanni Pasquariello dell'omonima azienda agricola di Carapelle (FG).


Marianna Martino e Giovanni Pasquariello a Macfrut 2022.

Nonostante l'aumento dei costi di produzione, imballaggio e logistica, i prezzi di vendita della merce sono inferiori rispetto allo scorso anno. "A fronte di circa il 20% in più di costi vivi, vendiamo i nostri asparagi al 20% in meno rispetto alla precedente campagna. E questo malgrado una resa inferiore di circa il 20%. Un esempio: un mazzetto di asparagi del calibro medio, il più venduto, lo scorso anno raggiungeva fino a 1,40 euro. Adesso se arriva a 1,15 euro è già tanto".


(Foto fornita da Giovanni Pasquariello)

Secondo il produttore e commerciante, questa situazione si registra a livello tanto nazionale quanto estero. "Il problema reale è che manca programmazione. Si lavora alla giornata: non sappiamo se e quando venderemo. Oggi forse due pedane, domani niente. Questa incertezza sconvolge tutte le attività giornaliere e, nel momento in cui arriva un ordine, si fa di tutto per soddisfarlo, in quanto non sappiamo cosa ci riserverà il giorno dopo".

Salvo altre implicazioni climatiche, la campagna degli asparagi dell'azienda Pasquariello dovrebbe proseguire fino a metà giugno.


Campo in raccolta (Foto fornita da Giovanni Pasquariello) 

Campanello d'allarme: manca la manodopera e si limitano le lavorazioni
"La manodopera scarseggia, ormai è un dato di fatto (cfr. FreshPlaza del 18/05/2022). Come possiamo ovviare al problema? Si limitano le lavorazioni: non si realizzano imballi da 250 grammi o vaschette, ad esempio. E si preferisce perdere il prodotto in campo: si fresa il terreno, rendendolo più rigoglioso e privo di infestanti. E' questa, infatti, la magra consolazione, se bisogna guardare a qualcosa di positivo", continua Pasquariello, che è in fase di conversione al biologico.

"A rotazione di campo, lasciamo nei terreni circa il 10-15% degli asparagi. Su circa 40 ettari, ogni giorno è come se ne perdessimo 2. Questo ci permette, in realtà, anche di non pressare maggiormente il commercio. La legge di mercato è infatti chiara: maggiore l'offerta, minori i prezzi".


Campo fresato (Foto fornita da Giovanni Pasquariello) 

Spagna e Italia sulla stessa barca
Parlando di concorrenza presente sui mercati, Pasquariello non può fare altro che sorridere amaramente. "Non possiamo considerare la Spagna neanche più un competitor, gli operatori spagnoli si trovano nella nostra stessa situazione. Anche loro hanno iniziato la campagna in ritardo e avevano aspettative maggiori sul fronte dei prezzi. Se negli anni passati la Spagna poteva giocare al ribasso con le quotazioni, quest'anno è stata costretta a svendere il suo prodotto, proprio come noi".

Secondo il produttore e commerciante italiano, gli asparagi spagnoli segnano un 20-30% in meno in termini di produzione e prezzi.

Per maggiori informazioni:
Giovanni Pasquariello
Cell.: +39 328 9126249
Azienda Agricola Pasquariello Giovanni
C.da trionfo 1
71041 Carapelle (FG)
Web: www.agricolapasquariello.it


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