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Diecimila imprese siciliane impegnate nel bio

Arriva la legge che tutela il biologico made in Italy

Un iter lungo, che ha visto anche discussioni e scontri politici, quello per arrivare alla legge sull'agricoltura biologica. Entrata in vigore il 7 aprile scorso, la legge n.23 del 2022 reca 'Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico', mettendo ordine in un settore in cui  l'Italia, e tra le regioni la Sicilia in primis, è tra i leader in Europa con oltre 2 milioni complessivi di ettari coltivati con metodo biologico. 

Sono stati forniti così al settore gli strumenti necessari per rendere più efficienti i notevoli investimenti che sempre più imprenditori stanno facendo in questa direzione, migliorando l'impatto sull'ambiente delle produzioni agricole, in pieno accordo con le strategie comunitarie nell'ambito del Green Deal e riprese anche dalla prossima programmazione PAC 2023-2027. Ne abbiamo parlato con Dedalo Pignatone, avvocato esperto in diritto agrario e parlamentare, facente parte della commissione commissione Agricoltura della Camera.

Dedalo Pignatone

Diecimila le imprese siciliane impegnate nel biologico
"L'obiettivo - ha spiegato l'esperto - è quello di aumentare le produzioni sostenibili dal 16 al 25 per cento e, per raggiungerlo, abbiamo già previsto che parte degli 1,2 miliardi di euro stanziati con il Fondo complementare al PNRR, pari a 300 milioni di euro, vengano dedicati ai contratti di filiera e di distretto biologici per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo. Ricordando che oltre il 40 percento di questi fondi è destinato direttamente alle regioni del Sud e quindi alla Sicilia. Inoltre, proprio per l'agricoltura biologia siciliana, sono previsti ulteriori 60 milioni di euro, dal Psr, all'interno della Misura 11, il cui obiettivo è incrementare e mantenere un sistema di produzione ecosostenibile che contribuisce al miglioramento della qualità del suolo, dell'acqua e dell'aria, alla mitigazione e all'adattamento ai cambiamenti climatici e al miglioramento della biodiversità"

Produzione biologica intesa come migliori prassi in materia di salvaguardia delle risorse naturali
"Tornando ai dettagli della legge - ha rivelato Pignatone - la norma si compone di 21 articoli. Innanzitutto, si definisce la produzione biologica come un sistema globale di gestione dell'azienda agricola e di produzione alimentare, basato sull'interazione tra le migliori prassi in materia di ambiente e azione per il clima e di salvaguardia delle risorse naturali. Lo Stato promuove e sostiene la produzione con metodo biologico anche attraverso interventi volti a incentivare la costituzione di organismi, punti e piattaforme di aggregazione del prodotto e di filiere biologiche. Viene istituito, quindi, il 'Tavolo di filiera per i prodotti biologici' per promuovere l'organizzazione del mercato e la stipulazione delle intese di filiera; oltre che il 'Tavolo tecnico per la produzione Bio presso il Ministero delle Politiche agricole".

"Inoltre è istituito il 'marchio biologico italiano' per quei prodotti ottenuti da materie prime nazionale - ha detto l'intervistato -  che vedrà la luce nel prossimo trimestre. Sempre entro 90 giorni, dovrà essere emanato il 'Piano d'azione', a cui si aggiunge il 'Piano nazionale delle sementi biologiche'. Viene regolamentata anche la formazione professionale di tecnici e operatori del settore e la regolamentazione delle organizzazioni professionali nella filiera, nonché si sostiene la ricerca tecnologica ed applicata per il tramite del Cnr e del Crea". È, invece, attraverso una delega al Governo che si interverrà nella revisione, armonizzazione e razionalizzazione delle normative sui controlli per la produzione agricola e agroalimentare biologica, che in passato ha visto notevoli polemiche a riguardo".

"Entro 18 mesi, il Governo emanerà decreti legislativi per migliorare le garanzie di terzietà dei soggetti autorizzati al controllo e a rivedere l'impianto del sistema sanzionatorio connesso - ha concluso il legale - affinché vi sia maggiore trasparenza e il superamento di eventuali conflitti di interesse tra controllori e controllati. Si rafforzeranno, pertanto, le norme a tutela dei consumatori e si intensificherà la lotta alle frodi agroalimentari, potenziando le sanzioni".


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