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Sfide sul finale di campagna in Polonia

Sembra non ci sarà un gap tra una stagione e l'altra delle mele

La stagione polacca delle mele non si sta chiudendo come speravano commercianti e coltivatori. La domanda è bassa, i mercati importanti sono inaccessibili agli esportatori e c'è una guerra proprio al confine con la Polonia. La combinazione di questi fattori annulleranno quest'anno il consueto gap tra le stagioni.

Jakub Krawczyk, responsabile delle esportazioni di Appolonia, afferma che è stata molto dura per i coltivatori e i commercianti polacchi di mele. La maggior parte di queste sfide si collega alla guerra in Ucraina. "Le ultime sei settimane sono state molto difficili per tutti, dai produttori ai consumatori. Quasi tutto è più costoso e le persone ci pensano davvero due volte prima di spendere i loro soldi. La guerra in Ucraina è ancora in corso e sconvolge la vita di molte persone. Ora ci sono più di 2,7 milioni di rifugiati in Polonia, il 95% sono donne e bambini che hanno bisogno del nostro aiuto e sostegno, e tutto il Paese è coinvolto in azioni umanitarie".

A rendere la stagione ancora più difficile, le scorte di mele sono ancora piuttosto elevate in Polonia, tanto che Krawczyk pensa che non ci sarà alcun gap tra la stagione delle mele in corso e quella successiva. "I volumi disponibili sono ancora abbastanza abbondanti. Per alcune varietà la disponibilità è maggiore di quanto dovrebbe essere. Varietà come Royal Gala, Red Jonaprince, Golden o Champion sono quelle che ci preoccupano di più. Se le vendite continueranno a essere difficili, venderemo queste varietà per molto più tempo del solito. Secondo noi, a luglio e agosto avremo ancora delle scorte, quindi sembra non ci sarà un gap tra una stagione e l’altra".

"La domanda attuale è molto bassa. Non ricordiamo una situazione così negativa per le vendite. L'esportazione in Bielorussia è vietata, l'Egitto al momento non sta importando e questi erano i due maggiori acquirenti delle nostre mele. L'Europa occidentale è piena di mele, le persone non le comprano più come prima, quindi inviamo molte meno tonnellate all'estero. Il Medio Oriente sta ancora acquistando delle mele, ma la richiesta riguarda solo una gamma limitata, quindi non possiamo vendere tutti i prodotti in questa regione. Alcuni produttori stanno ancora vendendo i loro prodotti in India, ma penso che quando arriveranno le mele dell'emisfero australe, la stagione delle nostre mele sarà arrivata quasi alla fine in Asia".

Krawczyk spera che il mercato locale possa essere d’aiuto, acquistando le varietà che vengono normalmente destinate all'esportazione. "Quando si tratta del mercato interno polacco, sono state ordinate le solite quantità di mele, ma pensiamo che sarebbe ancora meglio se ci aiutassero anche con le varietà di cui abbiamo ancora scorte abbondanti. Pensiamo che ci dovrebbe essere qualche programma dell'Unione europea che aiuti i coltivatori a ritirare la sovrapproduzione, anche donandola come aiuto umanitario all'Ucraina, dove ce n’è un gran bisogno. Sarebbe la soluzione migliore".

Sebbene i costi di qualsiasi prodotto sembrino aumentare, i prezzi delle mele non registrano variazioni a causa della domanda bassa. Questo è un problema per l'industria, secondo Krawczyk. "Il costo dello stoccaggio aumenta ogni mese e avrebbe dovuto crescere anche il prezzo delle mele, ma sfortunatamente non è stato così. Qualcuno potrebbe dire di aver notato un leggero aumento della quotazione, ma non è stato il costo delle mele ad aumentare, ma quello dell'imballaggio e del trasporto. Il prezzo della mela in sé non è aumentato in modo significativo".

"Dato che il prezzo non può aumentare, a causa delle vendite scarse e dell'aumento dei costi di produzione, il margine si sta abbassando. A volte gli operatori non vogliono nemmeno selezionare le mele, perché non ha alcun senso, e sono costrette a dirottare le loro mele verso destinazioni industriali. I coltivatori dovrebbero ricevere maggior sostegno dal governo e dalle catene di supermercati in questi tempi difficili, perché la situazione per alcuni produttori è drammatica. Se per un anno si era pianificata la coltivazione per rifornire la Bielorussia e improvvisamente il mercato viene chiuso, c'è bisogno di un’alternativa di vendita per il prodotto".

Ma, secondo Krawczyk, la stagione non è ancora del tutto persa e ritiene ci siano molte possibilità di recupero nella parte finale, sebbene la situazione è troppo incerta per poterne prevedere il futuro. "Tutti sperano che il calo dei consumi si fermi presto così da poter vendere tutte le nostre scorte a un prezzo adeguato. Nessuno vuole vendere le mele buone all'industria. Se cambiasse la situazione normativa in Egitto, ci aiuterebbe nell’esportazione dei nostri prodotti. Se le scorte in Europa diminuissero, saremmo in grado di vendere più mele in Occidente, ma questi sono grandi se. È davvero difficile prevedere quello che succederà nelle prossime settimane, specialmente quando c'è una guerra proprio oltre i tuoi confini".

"Siamo stati molto felici di esporre di nuovo al Fruit Logistica di Berlino. Quest'anno ci sono stati meno visitatori ed espositori, ma abbiamo avuto molti incontri interessanti che potrebbero trasformarsi in collaborazioni proficue. È stato molto bello incontrare alcuni dei vecchi amici e partner, e visitare Berlino è sempre un piacere", conclude Krawczyk.

Per maggiori informazioni:
Jakub Krawczyk
Appolonia
+48 785 342 930
jakub.krawczyk@appolonia.pl 
www.appolonia.pl


Data di pubblicazione:



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