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Le "meline" dell'Etna, frutti della biodiversità

Alle pendici del vulcano Etna, un tempo erano coltivate antiche varietà di melo che hanno rappresentato fino agli anni '70 la più importante risorsa di biodiversità pomologica del territorio, con una ventina di varietà più o meno diffuse. Le più apprezzate erano quattro: la cola, la gelato, la gelato cola, la cirino.

Solo di recente, nel 2016, le antiche mele dell'Etna sono diventate presidio Slow Food, un risultato fortemente voluto dalla cooperativa Agricola Zaufanah di Zafferana Etnea, alla cui guida oggi c'è Matilde Riccioli, e alcuni membri del Consiglio di Amministrazione, come la professoressa Nunzia Pappalardo (moglie del compianto Alfio Leonardi), Il percorso per la creazione del presidio è iniziato nel 2013, insieme all'allora presidente, Alfio Leonardi, cui ha contribuito anche l'Ente Parco dell'Etna sia con un protocollo di intesa per la stesura del disciplinare di produzione, sia economicamente.

Matilde Riccioli e il compianto Alfio Leonardi

"Il rischio di estinzione, il forte legame con il territorio di appartenenza e le tradizionali lavorazioni tramandate per generazioni - ha detto Riccioli - hanno permesso che queste piccole mele, cosiddette a causa delle loro ridotte dimensioni, siano oggi tutelate da Slow Food. Le mele, nel corso dei secoli, hanno trovato sull'Etna uno spazio naturale nel quale crescere e diffondersi. Il clima favorevole e la natura del terreno hanno assicurato a questi frutti un gusto ben definito, che conquista il palato dei consumatori. Le specie autoctone sono 19 e solo pochi coltivatori continuano a preservarle, la maggior parte dei quali sono soci della nostra cooperativa".

Le varietà antiche che hanno ottenuto il riconoscimento slow food sono: Auruduci, Barriatu, Bunnanza, Cardillo, Cirino, Cola, Donneddu, Gelato, Gelato Cola, Lappio, Lappione, Malideci, Medonna, Rotolo o Testa di re, Ruggia, Rumaneddu, San Giovanni, Turco e Zuccareddu.

Un meleto circondato dalla fitta vegetazione dell'Etna

Di queste però le più importanti, quelle che ancora oggi è possibile trovare in commercio, sono la Gelato Cola, nata da un incrocio fra la Cola e la Gelato, e appunto, anche se in forma molto più limitata, queste due ultime varietà.

Mele cola gelato

"Vengono coltivate tra gli 800 e i 1.500 metri di altitudine, in pieno Parco dell'Etna - ha aggiunto l'esperta - Le mele Gelato e Cola, vengono prodotte in un ambiente incontaminato. Le condizioni pedoclimatiche uniche conferiscono fragranza, sapore naturale e grande conservabilità a questi frutti. Gli impianti dei meleti etnei sono disposti per lo più sui tipici terrazzi delimitati da muratura di 'conci lavici'. Ogni socio conta non più di 3/5mila mq di produzione. La raccolta, manuale, si effettua tra settembre e ottobre. Successivamente, le mele vengono sistemate in depositi chiamati fruttai, costruiti dagli agricoltori locali nei loro terreni per accatastarle e portarle alla giusta maturazione. Si tratta di costruzioni rurali, spesso in pietra lavica, che oggi gli stessi produttori, raggruppati nella cooperativa agricola Zaufanah, vogliono recuperare e trasformare in piccole strutture ricettive".

"Le produzioni non superano poche decine di tonnellate, da 10 a 15 al massimo, spesso vendute nei mercati locali, o presso le fiere slow food - ha concluso Riccioli - Si tratta di una produzione di nicchia, che meriterebbe le attenzioni di quella parte del retail interessato a soddisfare una clientela molto ricercata; ciò al fine di dare seguito al sogno di Alfio Leonardi, ossia di creare sviluppo e occupazione nel territorio".

Per maggiori informazioni: 
Matilde Riccioli
Cooperativa Agricola Zaufanah
Via Sciascia, 1
95019 Zafferana Etnea (CT)
+39 3803 612202
info@zaufanah.com


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