Il commento del segretario generale di Unioncamere Puglia

Export Puglia nel 2021: l'ortofrutta è stata tra i settori trainanti

Nel 2021, l'export generale pugliese ha totalizzato un controvalore di 8miliardi e 605 milioni di euro, con una crescita di 400 milioni di euro rispetto al 2020 (+4,9%). Un andamento positivo, ma che segna una crescita tra le minori d'Italia, se paragonato ai dati di altre regioni: Sardegna +63,4%, Sicilia +38,8% e Calabria +32,9%. Tra i settori trainanti, c'è stato anche quello agricolo, per il quale si registra un incremento di circa 51,5 milioni di euro rispetto al 2020. 

Anche l'ortofrutta ha svolto un ruolo fondamentale. Per avere un quadro più preciso, abbiamo parlato con Luigi Triggiani, segretario generale di Unioncamere Puglia. "Nella nostra regione, si registra un recupero significativo per l'agricoltura, in particolar modo per il comparto ortofrutticolo, non solo in termini di volumi esportati, ma soprattutto per l'occupazione, con 73.622 addetti totali impegnati nelle diverse aziende regionali. La maggiore forza lavoro si trova nella coltivazione di ortaggi, con circa 16mila addetti, nella frutticoltura con 18mila assunti e nella coltivazione di uva, con oltre 23mila persone. Evidentemente, nel 2021 il comparto agricolo ha rappresentato per tanti pugliesi un'occasione di ripartenza e speranza, dopo la pandemia e i suoi effetti negativi sulla manodopera, nonostante il settore agricolo non si sia mai fermato, nemmeno durante i mesi di lockdown".

"Nel 2021, i prodotti di colture permanenti (arboree) esportati dalla Puglia hanno rappresentato circa 513 milioni di euro, a fronte dei 500 milioni dell'anno precedente, mentre per quelli derivanti dalle colture agricole non permanenti c'è stato un incremento di 36 milioni di euro rispetto al 2020. La Puglia esporta le sue referenze ortofrutticole per i 2/3 in Europa, vedendo in Germania, Polonia, Francia e Spagna come primi mercati di riferimento nel 2021. Per la frutta e la verdura, il Regno Unito rimane una destinazione significativa (quinto in ordine di import), con una crescita di 10 milioni di euro rispetto al 2020, nonostante le conseguenze della Brexit".

"L'attuale situazione bellica tra Russia e Ucraina e l'ulteriore aumento dei costi di trasporto e logistici potrebbero cambiare gli scenari di destinazione delle merci. Sta diventando sempre più complicato e dispendioso far viaggiare i prodotti. Spesso gli aumenti non vengono assorbiti da buyer e/o consumatori, ma è la stessa impresa agricola a farsene carico, specie nei rapporti con clienti esteri di lunga data. Il futuro e la stabilità di molte aziende dipenderanno dalla durata di questa assurda situazione geopolitica, ma è chiaro che, in un clima di elevata incertezza, riusciranno a resistere (e a crescere) solo le imprese più strutturate".


Data di pubblicazione:
Author:
©



Ricevi gratuitamente la newsletter giornaliera nella tua email | Clicca qui


Altre notizie relative a questo settore:


Iscriviti alla nostra newsletter giornaliera e tieniti aggiornato sulle ultime notizie!

Iscriviti Sono già iscritto