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Intervento di Assoplant

Intere filiere a rischio di default per i costi e la ridotta disponibilità delle materie prime

Nel mese di ottobre 2021 scrivevamo in merito all'incremento dei costi delle materie prime che si stava registrando e alle difficoltà che questo aumento avrebbe comportato nella dinamica dei prezzi delle giovani piante da orto in particolare per la filiera del pomodoro da industria. Scrivevamo che sarebbe stato molto difficile iniziare la nuova stagione produttiva con una dinamica dei costi così volatile.

Nelle settimane successive ci confrontammo con i nostri colleghi europei dell'Associazione EU Plant verificando come negli altri Paesi si stava già provvedendo ad una riduzione dei termini di validità dei listini delle giovani piante proprio in previsione di ulteriori incrementi di prezzo delle materie prime.

Nonostante il perdurare di questo andamento dei costi i nostri associati hanno iniziato le semine per la nuova campagna produttiva cercando di mitigare gli effetti negativi di questa situazione contingente, da un lato con minimi incremento di prezzo delle piantine, dall'altro con economie di scala nell'acquisto e nella gestione delle scorte.

Con lo scoppio della guerra tra Russia ed Ucraina il problema si è ulteriormente aggravato producendo un incontrollato aumento dei costi energetici, del packaging e dei trasporti.

Oggi è difficile fornire dei dati di riferimento in merito ai prezzi delle materie prime e dei servizi perché variano nell'arco di 24 ore ed in alcuni casi, come per il gasolio agricolo, variano anche due volte nell'arco della medesima giornata. Basti dire che lo scorso mese di ottobre acquistavamo il gasolio agricolo per il riscaldamento delle serre a 0,80 euro/l e oggi lo acquistiamo a 1,365 euro/l con previsione di arrivare a 1,70 euro/l la settimana prossima.

Una seminiera di polistirolo da 220 gr che nel passato veniva acquistata a 0,60 euro, a ottobre 2021 era quotata 0,80 euro e ora ci viene preannunciato un prezzo di 1,15 euro per le nuove semine.

E' del tutto evidente che con questi incrementi dei costi qualsiasi prezzo delle piantine già contrattualizzato risulterà insostenibile per i vivai pena la registrazione di forti perdite di bilancio e conseguente messa in pericolo della vita stessa delle aziende.

Ci rendiamo perfettamente conto che lo stesso disagio lo stanno vivendo anche i nostri clienti agricoltori i quali soffrono anch'essi l'incremento dei costi di produzione e una ridotta possibilità di incremento dei prezzi di vendita dei loro prodotti.

Oltre all'incremento dei costi si pone ora anche il problema della reperibilità delle materie prime. Stiamo infatti già registrando delle consistenti riduzioni di disponibilità di gasolio agricolo in rapporto alle richieste. Non sappiamo quanto questo fenomeno sia dovuto ad una reale mancanza di prodotto sul mercato oppure a mere azioni speculative sta di fatto che, mediamente, le richieste sono soddisfatte al 50% e questo può mettere seriamente a rischio le produzioni di piantine specialmente se continuano le basse temperature che stiamo avendo in queste ultime settimane.

La situazione attuale è quindi molto difficile e riteniamo che non possa essere gestita con le normali dinamiche di mercato oppure attraverso una semplice modifica contrattuale dei prezzi per "eccessiva onerosità sopravvenuta".

Il problema, secondo noi, va affrontato urgentemente nell'ambito della filiera produttiva e tutti gli attori della filiera dovrebbero trovare un punto di equilibrio accettabile per non mandare in default le stesse filiere perché questo è ciò che stiamo rischiando.

Molte aziende agricole, storicamente coinvolte nella produzione del pomodoro da industria , stanno velocemente riconvertendo i loro piani colturali spostando superfici produttive che erano dedicate al pomodoro da industria a mais e soia. Ancora di più lo stanno facendo le aziende con presenza di allevamenti le quali temono di mettere a rischio la sopravvivenza stessa del bestiame a causa di una scarsa disponibilità di mangimi sul mercato. Questo fenomeno si ripercuoterà sui trapianti tardivi di pomodoro da industria per i quali i vivaisti si attendono una riduzione degli ordinativi già programmati.

In questo momento la filiera più a rischio è senz'altro quella del pomodoro da industria per il quale, fra l'altro, sembra non essere stato ancora fissato un prezzo di vendita per la campagna del Nord Italia che è ormai iniziata , almeno a livello vivaistico.

La nostra sollecitazione è quindi che si cominci a studiare assieme una strategia di uscita comune da questa situazione che auspichiamo non si ripeta in futuro. 

Ci rendiamo pertanto disponibili fin da subito nei confronti delle Organizzazioni dei Produttori, della OI Pomodoro da Industria Nord Italia, dei sementieri e di qualunque ente o raggruppamento coinvolto in questa tematica con l'auspicio di mantenere attive le filiere nel settore orticolo.


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