Un operatore turco parla delle conseguenze del conflitto sulle esportazioni verso la Russia

L'azienda d’esportazione turca di prodotti ortofrutticoli, Eren, esporta una discreta quantità di merci verso il mercato russo. Coskun Eren, responsabile commerciale dell'azienda, spera che la guerra con l'Ucraina giunga presto a una soluzione pacifica: "La situazione attuale è sicuramente una tragedia e speriamo che nel mondo torni di nuovo la pace, e il prima possibile. Le esportazioni non si sono fermate del tutto, ma la situazione è molto complicata. La svalutazione del Rublo, così come le difficoltà di pagamento con alcune banche, spaventano gli importatori russi. Spero si tratti di una sospensione temporanea. Una volta che la situazione migliorerà, dovremmo essere in grado di riprendere le nostre attività".

L'azienda, di norma, esporta tutti i tipi di frutta e verdura in Russia, come spiega Eren: "Spediamo tutti gli agrumi in Russia, oltre a frutta, verdura e varietà di piccoli frutti. Inviamo molte varietà. Ci vorrebbe troppo tempo per elencarle tutte. La Russia è un mercato importante, per noi".

Sebbene in questo momento la situazione in Russia sia complicata, Eren non è preoccupato di non poter vendere i suoi prodotti altrove: "Per fortuna, altri mercati si sono resi disponibili ad assorbire i prodotti che ci sono rimasti. Lavorare con oltre 60 Paesi diversi aiuta molto, in questo tipo di situazioni. Non avremo problemi con i nostri stock. Per quanto riguarda i prezzi degli agrumi, siamo ora nella fase dello stoccaggio. La maggior parte dei prodotti è già stata acquistata e pagata da quasi tutti gli esportatori. Questo diventa un ostacolo alla riduzione dei prezzi, oltre un certo margine. Al momento, non mi aspetto grandi variazioni di prezzo. Tuttavia, manteniamo sempre dei rapporti a lungo termine con i nostri clienti e non li lasceremo certo senza prodotti ortofrutticoli, in un momento così difficile. Per quanto riguarda la prossima stagione frutticola, ora è tutto molto incerto. Sarà importante capire se e quando potremo continuare a riprendere l'usuale commercio con la Russia. Se la situazione non tornerà alla normalità per un lungo periodo, i frutticoltori ne risentiranno negativamente e questo ricadrà anche su noi esportatori".

Un'alternativa per qualsiasi eccedenza potrebbe essere il mercato locale in Turchia, poiché non solo abbasserebbe il prezzo dei prodotti, ma anche i costi, rendendola un'opzione redditizia per gli esportatori turchi, afferma Eren. "Per quanto riguarda la domanda e l’offerta, non è facile soddisfare le richieste, perché la Turchia ha 80 milioni di abitanti. La domanda locale gioca un ruolo molto importante nei consumi e nei prezzi, anche per i prodotti ampiamente esportati. Anche se il mercato locale acquista a prezzi inferiori, i costi delle operazioni sono leggermente inferiori rispetto a quelli che si avrebbero in esportazione. Inviamo molti prodotti anche in Europa. Da noi, perciò, un'eventuale eccedenza può essere gestita".

Con l'adozione da parte dell'Ue di misure che impedirebbero alle banche russe di utilizzare il sistema SWIFT, si prevede che potrebbero sorgere alcune difficoltà nei pagamenti. "C'è sempre un saldo aperto, con la Russia, poiché lavoriamo con questo mercato quasi tutto l'anno. Abbiamo sentito di alcune difficoltà nei pagamenti per alcune banche, ma finora non abbiamo avuto problemi a riceverli. Forse questo cambierà quando l’esclusione dal sistema SWIFT sarà attivata, ma noi non siamo molto preoccupati. Lavoriamo con partner molto affidabili e collaboriamo con loro da molti anni. Non crediamo che alla fine ci troveremo con crediti inesigibili. Una volta che la crisi geopolitica si allenterà, si spera che la situazione torni alla normalità. Naturalmente, non puntiamo solo su questo e rimaniamo in attesa che la situazione si risolva. Stiamo anche cercando modi alternativi per portare a termine i pagamenti, se tutto questo dovesse durare per un periodo di tempo prolungato".

"La guerra avrà sicuramente delle conseguenze. Non solo per i nostri affari con la Russia, ma anche con l'Ucraina, o con la Bielorussia. Queste regioni vivono un periodo molto incerto. Inoltre, il costo dell'energia sta aumentando molto rapidamente, e farà crescere tutti gli altri costi, rendendo più difficili gli approvvigionamenti, la logistica e le vendite. Per ora, il mercato russo per noi è ancora aperto, ma se la situazione dovesse cambiare ci sarebbero più problemi. Abbiamo già avuto diversi incontri per discutere su come gestire l'attuale crisi. Credo che il nostro ampio assortimento di prodotti, oltre alla nostra differenziazione sui mercati, ci aiuterà a superare questo periodo. Questi sono eventi molto sfortunati per tutti, speriamo solo che il mondo superi questa crisi rapidamente e alla fine ritrovi la pace", conclude Eren.

Per maggiori informazioni:
Coskun Eren
Eren Tarim
Tel: +90 533 695 5802
Email: coskun@erentarim.com
www.erentarim.com 


Data di pubblicazione:



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