Mentre il mercato ortofrutticolo di Vittoria rinuncia a Italmercati, Fondi intende aderire con entusiasmo

Mentre il futuro del Mercato ortofrutticolo di Vittoria (RG) sembra aver preso una strada lontana da Italmercati, optando a favore di una collaborazione tra i Comuni del comprensorio, "in sintonia con gli interessi generali dei territori, per raggiungere l'obiettivo di utilizzare i fondi del Pnrr", a Fondi (LT) la pensano diversamente.

"La sinergia rappresenta una delle chiavi di volta per la realizzazione di concrete azioni volte all'innovazione e alla crescita dell'intero comparto", fanno sapere i vertici della struttura mercatale laziale. Con questa motivazione, Enzo Addessi e Bernardino Quattrociocchi, rispettivamente amministratore delegato e presidente del MOF, confermano l'intenzione di aderire alla Rete di impresa Italmercati.

La notizia è stata accolta con favore dall'Assemblea di Italmercati che si è riunita a Roma per approvare il bilancio, fare il punto sui prossimi eventi e sui progetti legati al Pnrr.

Fondi è un Mercato importante, riferimento per il mondo della produzione e per l'esportazione di ortofrutta che, all'interno della Rete, accrescerà il percorso per la valorizzazione della propria struttura a tutti i livelli, sia istituzionali che economici.

Due modi diversi di intendere la funzione del mercato ortofrutticolo, ma soprattutto due modi diversi per tracciarne il futuro territoriale. Da una parte, dunque, Vittoria sceglie un progetto che parte dal comprensorio locale, mentre Fondi opta per una rete nazionale che guarda alle imprese con una visione più manageriale.

Inutile approfondire le prese di posizione che si sono registrate, soprattutto a Vittoria, dove i concessionari hanno disapprovato la recente scelta di abbandonare Italmercati. Solo il tempo potrà dire se l'indirizzo scelto dalla politica, a Vittoria, sarà stato quello giusto, in un contesto globale che vede la produzione e commercializzazione ortofrutticola sempre più dinamica. Modernizzare, d'altra parte, non significa necessariamente snaturare l'identità di un territorio e la sua specializzazione e non tutte le forme di modernizzazione si prestano a qualsiasi contesto.


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