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Francia: stock di mele in aumento, dimezzati quelli di pere

Alla fine di dicembre 2021, le scorte di mele francesi sono risultate superiori rispetto all’anno precedente. Le vendite sono state più lente sul mercato domestico e le esportazioni verso i Paesi terzi sono diminuite, ancora di più quelle verso l'Unione europea. Le scorte di pere, invece, sono risultate inferiori della metà di quelle di un anno prima, diretta conseguenza del calo di produzione.

Stock di mele in aumento rispetto all'anno precedente
Nonostante il raccolto di mele nel 2021 sia stato inferiore, a causa delle gelate di aprile, le scorte di mele sono aumentate del 14% in un anno. Questo incremento può essere spiegato con un più lento esaurimento delle scorte di prodotto e una diminuzione delle attività di esportazione. Si osservano differenze a seconda della regione e delle varietà. Ad esempio, le regioni più colpite dal gelo (Alvernia, Rodano-Alpi e Provenza-Alpi-Costa Azzurra) mostrano un forte calo rispetto al 2020, mentre gli stock sono aumentati ovunque.

A settembre la commercializzazione delle mele sul mercato domestico non era ancora iniziata, a causa dei ritardi nella produzione. Ottobre ha segnato l'ampliamento della gamma delle varietà. L'offerta ha riguardato principalmente calibri piccoli, in particolare per la varietà Gala. Anche la domanda è rimasta leggermente bassa.

A novembre, gli output dei magazzini di stoccaggio sono stati simili a quelli dell'anno precedente. A dicembre sono diminuiti (-9% rispetto al 2020). I prezzi sono tornati al livello del 2020, ma sono risultati il 10% sopra la media quinquennale.

Da agosto a novembre, i volumi esportati nell'Unione europea sono stati inferiori del 38% rispetto all'anno precedente, e del 46% inferiori alla media 2016-2020. I cali più significativi si sono osservati verso Belgio e Paesi Bassi. In calo anche i volumi esportati verso i Paesi terzi (-28% in un anno).

Gli stock di pere si sono più che dimezzati in un anno
A fine dicembre 2021, le scorte di pere francesi sono risultate in forte calo rispetto all'anno precedente (-57%) e rispetto alla media 2016-2020 (-33%). Questo basso livello è la conseguenza della flessione della produzione nel 2021, causato dalle gelate primaverili. Il 1° novembre la produzione è stata stimata al 50% del raccolto.

In tale contesto, a ottobre, i prezzi delle pere sono stati molto più alti rispetto allo scorso anno (+51%). La carenza di pere estive e la domanda vivace spiegano questo incremento di quotazioni. La campagna di commercializzazione delle pere autunnali è iniziata a fine settembre, con un certo ritardo rispetto agli anni precedenti. Gli operatori hanno dovuto importare pere per completare le loro vendite. Nel mese di ottobre sono aumentate le importazioni, soprattutto da Spagna e Portogallo.

La campagna di commercializzazione della pera estiva si è conclusa in anticipo, all'inizio di ottobre, mentre normalmente si chiude verso la fine del mese. A novembre e dicembre, l'offerta di pere autunnali e invernali è diventata più scarsa e ha avuto problemi a soddisfare la domanda. Le pere belghe hanno quindi colmato tale carenza.

Durante i primi 5 mesi della campagna (luglio-novembre 2021), i volumi di pere esportati sono stati del 30% inferiori rispetto allo scorso anno e del 40% inferiori alla media quinquennale. Le esportazioni sono diminuite verso Germania, Belgio e Paesi Bassi, e anche verso i Paesi terzi.

Per maggiori informazioni: Agreste


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