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La posizione di Intercitrus

Nessuna negoziazione è possibile sul trattamento a freddo per gli agrumi sudafricani d'importazione

L'Organizzazione interprofessionale spagnola per la coltivazione degli agrumi (Intercitrus) vuole chiarire quanto segue: "Di fronte all'apparente ignoranza mostrata dalla Commissione europea (CE) durante l'ultimo Comitato Fitosanitario (il 18 e 19 novembre), sosteniamo che l'obbligo del trattamento a freddo per garantire l'assenza di alcuni parassiti, come la falena Thaumatotibia leucotreta (Falsa cydia, FCM) non è negoziabile, in quanto è una misura già pienamente garantita, che viene comunemente utilizzata nel commercio internazionale della frutta". Si tratta di un sistema standard, riconosciuto a livello internazionale, tanto che attualmente 19 Stati lo richiedono per l'importazione di 90 prodotti di 11 generi.

In effetti, per esportare i suoi agrumi negli Stati che lo richiedono, il Sudafrica effettua un trattamento a freddo in transito, come dichiarato dal rappresentante del Ministero dell'agricoltura davanti al suddetto comitato. Successivamente, ciò è stato ribadito dal presidente di Intercitrus, Inmaculada Sanfeliu, nell'incontro tenutosi il 24 novembre scorso con altri membri del settore, il governo di Valencia e il direttore generale della sanità e sicurezza alimentare della CE, Sandra Gallina.

Nelle esportazioni sudafricane di arance e mandarini verso l'Europa, il costo stimato dell'applicazione di questo sistema contro la Falsa cydia, sarebbe compreso tra 0,03 € e 0,04/kg. "Si tratta di una spesa accessibile. Gli esportatori spagnoli pagano questa cifra, così come molti altri costi aggiuntivi derivanti da protocolli molto più esigenti degli standard europei, per raggiungere la maggior parte dei grandi mercati terzi che hanno anche agrumi che vogliono proteggere da quei parassiti che potrebbero arrivare dall'estero", ha affermato Sanfeliu.

"I numeri record di intercettazioni di falsa cydia e black spot nelle spedizioni di agrumi sudafricani verso l'UE, hanno aperto un dibattito tra i paesi membri. Il rappresentante del Ministero spagnolo dell'agricoltura ha difeso con forza l'applicazione del trattamento a freddo durante il transito per le esportazioni dall’Africa meridionale verso l’UE, sostenuto da Portogallo, Francia e Italia. Nel frattempo, i Paesi Bassi sono favorevoli a mantenere l'attuale approccio e a collaborare con il settore sudafricano per migliorarlo. La Commissione ha continuato a nutrire dubbi al riguardo, invitando a proseguire la valutazione della suddetta questione in una nuova sessione del Comitato Fitosanitario Permanente".

Intercitrus ha dichiarato di confidare che il dibattito rimarrà strettamente tecnico e che altri fattori geopolitici, come gli interessi di alcune lobby mitteleuropee, non influenzeranno le eventuali decisioni. A questo proposito, l'interprofessionale si è rammaricata che la Comunità europea abbia fatto eco alla lettera di tre associazioni di importatori di Paesi Bassi, Belgio e Germania, che hanno ripetuto -quasi parola per parola - gli argomenti che l'Associazione degli agrumicoltori dell'Africa meridionale ha avanzato contro l’obbligo di trattamento a freddo, pochi giorni prima della riunione del Comitato Fitosanitario.


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